Tenerife, imprenditori del Sur contro la vendita ambulante abusiva

Gli imprenditori del Sur dicono basta alla vendita ambulante abusiva, una forma di concorrenza sleale che minaccia le attività regolari e spesso disturba i turisti.

Il CEST, il Circulo de Empresarios y Profesionales del Sur di Tenerife, in particolare richiama l’attenzione delle amministrazioni locali, sollecitate più volte riguardo il problema sia da parte dei singoli esercenti che dalle associazioni imprenditoriali più importanti sul territorio.

Quella della vendita ambulante abusiva è una problematica che andrebbe risolta nell’immediato, sostengono gli esercenti, poiché mina non solo le attività presenti ma anche l’immagine di una delle località turistiche più gettonate.

Il disturbo arrecato da coloro che battono i centri affollati di turisti con mercanzie di vario genere non è un aspetto da sottovalutare e agli occhi dei milioni di turisti che visitano il Sur di Tenerife la mancanza di controllo da parte delle autorità competenti, potrebbe diventare un deterrente a frequentare alcune zone.

Secondo il CEST vi sarebbero inoltre alcuni comuni che stanno dimostrando un atteggiamento particolarmente permissivo nei confronti della vendita ambulante irregolare, creando malumore e  tensione tra i commercianti e le stesse autorità.

La particolare situazione è stata al centro di una petizione sottoscritta dai commercianti di Puerto de la Cruz che, stanchi di essere vessati da un atteggiamento particolarmente discriminatorio da parte dell’Ayuntamiento, hanno richiesto una rapida soluzione alla problematica.


Il CEST puntualizza che la mancanza di una equa applicazione della normativa, per altro esistente, non favorisce le normali condizioni necessarie per favorire la sopravvivenza delle attività commerciali, punto nevralgico dell’industria trainante dell’economia di Tenerife, ovvero il turismo.

Eccesso di permissivismo quindi, ma solo a favore dei cosiddetti irregolari che nel caso specifico di Arona rappresentano un vero e proprio sassolino nella scarpa di tutti i commercianti ligi ai regolamenti imposti.

E l’appello, ora proveniente da più aree dell’isola, non può certo rimanere inascoltato.

dalla Redazione