Sanità, la vergogna dell’Arcipelago Canario

Tra la gamma dei servizi offerti nell’arcipelago, quello della Sanità pubblica rappresenta un’autentica vergogna che riflette amaramente una gestione sconsiderata di uno dei comparti più importanti per cittadinanza e turisti delle isole.

I dati pubblicati in questo ultimo periodo sui media nazionali circa il rilascio di bonus a favore dei manager delle strutture ospedaliere per il raggiungimento degli obiettivi, è già questione che dovrebbe far riflettere.

I circa 600.000 euro stanziati dal Ministero della sanità pubblica come incentivo da ripartire tra i 111 manager dei differenti ospedali e strutture sanitarie delle isole e l’incremento degli stipendi per 89 di essi con 71.000 euro in più ciascuno per le ore extra prestate, sono decisamente un pugno in un occhio a fronte della gestione di una Sanità che è tra le peggiori in termini di qualità di tutta la Spagna.

Laddove esisterebbero dirigenti ospedalieri nominati in assenza di alcun tipo di regolare concorso pubblico, gli aumenti di stipendi si presentano come l’ennesima presa in giro di cittadini che, stando al Barómetro del CIS, giudicano la qualità dei servizi sanitari attuali pessima.

Per la ADSCP, Asociación para la Defensa de la Sanidad Pública de Canarias, l’offrire incentivi per il raggiungimento degli obiettivi ad una classe ospedaliera così carente, non solo è una vergogna ma lascia supporre che il Gobierno intenda favorire lo smantellamento e la privatizzazione della Sanità, con la stessa complicità del Ministero della salute.

Riguardo ad esempio agli straordinari, l’aumento in busta paga si configura come una manifesta azione illegale, visto che la Ley de Presupuesto lo proibisce e che alcune strutture ospedaliere già includono un extra all’interno delle retribuzioni previste per la mansione, incentivi ora camuffati da quello stesso extra.


I dirigenti di un ospedale percepiscono fino a tredici mila euro al mese, i direttore undici mila e i vice direttori otto mila ma, e qui sale la vergogna, esiste una lista di attesa per poter fruire dei servizi sanitari inaccettabile, dove anche le emergenze ne subiscono le conseguenze a causa di mancanza di personale a tutti i livelli; considerando poi che alcuni ospedali hanno registrato più di 60.000 ore all’anno fuori dai turni previsti, risulta ancora più inopportuno l’aumento concesso, dove forse sarebbe stato più produttivo investire il bonus in nuove assunzioni.

La Sanità dell’Arcipelago barcolla e lo scandalo è dietro l’angolo.

Il cosiddetto Pacto social de la Sanidad en Canarias che dovrebbe rappresentare una soluzione ai numerosi problemi del comparto, non solo manca di concretezza riguardo l’ipotesi di bilancio del 2018, ma dovrebbe essere firmato anche dai sindacati che richiedono una risoluzione immediata della situazione che ormai ha carattere di urgenza.

Di fronte a presunte violazioni commesse dal Gobierno e dal Ministero, occorrerebbe un intervento congiunto di tutti i partiti politici e i sindacati verso la richiesta ufficiale di un’indagine da parte della Fiscalía Anticorrupción di azioni, quali il bonus alla dirigenza, che, benché mimetizzato tra le operazioni cosiddette normali, contribuiscono a minare un comparto già colpevole di gravi mancanze.

dalla Redazione