Succede anche questo: denunce false di turisti britannici

Le denunce presentate da turisti britannici in vacanza nelle isole Canarie sono cresciute incredibilmente del 700% nel corso dello scorso anno.

Il fenomeno relativo ai turisti britannici, primi in termini di visite per le isole, riguarda soprattutto false dichiarazioni per avvelenamento da cibo nelle strutture alberghiere dove hanno trascorso le vacanze.

Quella che sembra a tutti gli effetti una frode e che ha generato un costo pari a più di 7 milioni di euro nel solo arcipelago e di 60 milioni di euro in tutto il Paese, ha costretto i gestori degli alberghi a prendere provvedimenti per contenere l’aumento vertiginoso dei reclami.

Il manager di Ashotel Juan Pablo González ha comunicato che, dopo le denunce presentate al Governo del Regno Unito e in seguito all’intervento del Ministero del turismo di Londra e dell’Ambasciata di Spagna, i reclami dei turisti britannici hanno subito un calo nel corso dell’ultimo trimestre.

Il fatto, continua González, non deve però far abbassare la guardia nei confronti del fenomeno che, in vista dell’apertura della nuova stagione turistica, potrebbe ripresentarsi.

L’incremento delle false denunce ha preso piede circa dieci mesi fa, quando gli imprenditori hanno iniziato a rilevare un aumento di reclami per presunta intossicazione alimentare, tutti avanzati da turisti britannici dopo che la vacanza si era conclusa e nella maggior parte dei casi in strutture che praticavano l’all inclusive.


La frode risulta particolarmente vantaggiosa per chi la pratica, dal momento che per la legislazione britannica non solo non occorrerebbero prove quali un ricovero in una struttura ospedaliera o la richiesta di cure mediche sul posto, ma si possono presentare i dovuti reclami anche a distanza di tre anni dalla vacanza goduta.

L’unico referente in questi casi rimane il tour operator che, a fronte del costo eccessivo delle spese legali nel Regno Unito, accoglie i reclami e li riporta direttamente all’hotel.

Alla base di questo comportamento vi è la riforma della legge Jackson del 2013, per la quale si escluse dall’arbitraggio tutte le denunce avvenute al di fuori del Regno Unito da parte di cittadini britannici, favorendo così reclami che non solo non presentano costi ma che, nella maggior parte dei casi, vengono accolti a favore dei richiedenti.

A incoraggiare il comportamento scorretto fraudolento si è aggiunta la presenza dei cosiddetti claim farmers, veri e propri fabbricanti di denunce false, che con un furgone appostato davanti agli hotel pubblicizzano servizi legali, cercando di catturare i turisti con la prospettiva che, qualora non vincessero la causa, non dovranno pagare nulla.

L’occasione fa l’uomo ladro, è il caso di dirlo.

Attualmente il furgone pare sia scomparso ma la soluzione per contenere questo spiacevole fenomeno non è unica, afferma González, e si consigliano i gestori delle strutture a informare i turisti che le false denunce in Spagna hanno implicazioni penali.

Alcuni imprenditori hanno invece deciso di alzare i prezzi del soggiorno, come tutela in caso di una possibile denuncia.

Sono in corso le trattative con il governo britannico per la firma di un accordo con i tour operator che, in caso di denunce di turisti britannici su suolo spagnolo, prevede che a intervenire siano i tribunali spagnoli e non più quelli britannici.

Molti albergatori stanno agendo su più fronti per il controllo e il monitoraggio dei clienti, cui chiedono di firmare un questionario di soddisfazione che viene compilato e registrato e nel quale si dichiara di non aver avuto alcun tipo di problema all’interno della struttura.

Ovviamente la compilazione è volontaria e, come riportano più fonti, molti turisti se ne vanno senza provvedere.

Un altro escamotage studiato dagli albergatori è quello di conservare tutte le registrazioni delle telecamere di sicurezza interne che dimostrino una permanenza priva di problemi da parte dei turisti e dettagli che risulterebbero incongruenti con una eventuale intossicazione alimentare, come il consumo di alcolici e l’andirivieni dalla sala pranzo dell’albergo.

Il fenomeno riguarda anche le isole Baleari, dove la Federación Empresarial Hotelera de Mallorca e il Colegio Oficial de Farmacéuticos de las Islas hanno firmato un accordo nel quale le farmacie più vicine a ogni albergo sono tenute a registrare eventuali acquisti di farmaci contro i disturbi derivanti da intossicazione alimentare da parte dei turisti britannici.

dalla Redazione