La Mecca del turismo attivo, l’Arcipelago delle Canarie

La crescita esponenziale di turisti definisce l’arcipelago la Mecca del turismo attivo

La Mecca del turismo attivo, così molti esperti del settore definiscono l’Arcipelago delle Canarie che, da più di 40 anni, è una delle destinazioni più gettonate del mondo.

Nel 2016 il termometro è salito a 15.000.000 di visitatori, una febbre dovuta all’enorme potere attrattivo di questo piccolo paradiso che ha saputo rinnovarsi costantemente, sfruttando le proprie naturali risorse.

Ma è da pochi anni che l’arcipelago, attraverso la promozione di attività a contatto con la natura, si è meritato l’epiteto di Mecca del turismo attivo, dove i visitatori, oltre alle spiagge e all’abbronzatura, desiderano interagire con ciò che le isole offrono.

E quindi escursionismo, arrampicate, immersioni, gite in kayak, paracadutismo, surf e kite surf sono le eccellenze del turismo attivo che ha attratto già nel 2015 uno su dieci dei 12 milioni di visitatori totali, vale a dire 1.148.000 persone.

L’arcipelago è divenuto una Mecca gradatamente, studiando nel tempo le richieste e soprattutto i profili dei visitatori tipo che ogni anno battezzano le isole come destinazione per le vacanze.


Il profilo del turista attivo alle Canarie

Secondo il rapporto di Promotur riguardante il 2015, il profilo complessivo del turista attivo è una persona tra i 35 e i 45 anni, con un potere d’acquisto superiore della media, che trascorre sulle isole più tempo dei visitatori comuni e che sfrutta maggiormente i prodotti e i servizi locali.

La nazionalità del turista attivo è per lo più inglese, seguita da quella tedesca e scandinava per un totale di introito apportato pari a 1.480 milioni di euro nel 2016.

Lo sport più richiesto è l’escursione e l’attività nautica, in particolare surf e windsurf, ma recentemente sta prendendo piede la domanda di canyoning e arrampicata.

A seguire l’attività di orienteering, appannaggio dei turisti scandinavi che la imparano a scuola per metterla in pratica in luoghi dove le condizioni climatiche la consentono.

La Mecca del turismo attivo deve però tenere conto dell’altra faccia della medaglia, come sottolinea il presidente dell’Asociación Canaria de Turismo Activo José Luis Echevarría.

Se da un lato infatti questo nuovo approccio aumenta l’economia e mette in evidenza il valore delle risorse naturali, dall’altra potrebbe rappresentare un grave rischio per l’ambiente, sottoposto a veri tour de force.

Occorre quindi un turismo coscienzioso, responsabile, rispettoso dell’ambiente e con un codice etico univoco che possa far combaciare attività e sostenibilità.

Un esempio per tutti è quello dell’attività di pesca subacquea, che riscuote grande popolarità e ha visto il proliferare di aziende che offrono servizi dedicati.

A tal proposito i comuni e il Gobierno de Canarias hanno promosso lo sviluppo di un decreto legge che regola questa attività e ne stabilisce i parametri.

Qualità, sicurezza, trasporto e formazione di professionisti sono caratteristiche che devono essere soddisfatte dalle aziende che offrono questo tipo di attività.

Il lavoro da fare per la promozione e la corretta gestione del turismo attivo è ancora tanto, sottolinea Echevarría, a dispetto della roboante definizione di Mecca.

Affinché l’arcipelago diventi leader nel turismo attivo in Europa, occorre migliorare ed aumentare la promozione di una destinazione che ha tutte le carte in regola per essere un reale punto di riferimento.

di Bina Bianchini