L’omarello continua a giugno 2017

Superata l’ondata di disgusto per il sud di Tenerife, la ragione prese come sempre il sopravvento sulle emozioni e mi suggerì di compiere un secondo sopralluogo da quelle parti, perché la prudenza nelle valutazioni non è mai troppa, quando la posta in gioco è la serenità della propria vita. Un’altra visita era dunque opportuna, e lo era pure per farmi rilasciare la carta di imbarco per il mio rientro in Italia, ormai prossimo. Questo documento mi sarebbe stato comunque consegnato nel mio albergo da “Sueño Tenerife”, ma io non conoscevo ancora bene la serietà di questa organizzazione, alla quale mi ero affidato per il mio primo viaggio nell’isola, e mi sentivo nervoso senza quel foglio in mano.Vi era inoltre un terzo motivo propulsore per una visita ad Adeje, dove ha sede l’agenzia che ho appena menzionato: nella stessa azienda lavorava una mia conoscente, che era stata mia agente turistica a Bologna prima di decidersi a fare quel grande salto che adesso intendevo compiere io; desideravo dialogare di questa avventura con lei. Parto dunque per Adeje, ed appena scendo dalla corriera mi si confermano le impressioni negative ricevute a Los Cristianos e a Las Americas; ma adesso soffro di meno perché la precedente visita al profondo sud turistico, mi ha per così dire vaccinato. Nella presente circostanza però, ho un motivo di disagio del tutto nuovo: scopro che il servizio dei taxi lascia molto a desiderare, cosa strana per una località che vanta tanti turisti e forestieri. Fatico infatti per farmi venire a prendere nel punto in cui mi trovo e che indico per telefono alla centrale dei taxi (devo descrivere il paesaggio circostante, non bastando l’indirizzo esatto); in seguito vengo lasciato soltanto nei pressi, del punto di destinazione da me richiesto specificando il nome della via ed il numero civico (corrispondenti all’agenzia citata più sopra); sono infatti invitato a scendere laddove l’intuizione del tassista giudica *probabile* che io volessi andare; il semplice indirizzo, al tassista non dice niente. Non credevo sarebbe stato possibile, ma il mio fastidio per il sud turistico di Tenerife cresce ancora in questa seconda visita: altro che Rimini anni ’60! Questa gente, a quei Romagnoli non fa neanche… Abbandonato dal tassista, mi sento perduto e telefono alla signora mia conoscente che lavora nell’ufficio di Gabriele Vetromile, il valoroso responsabile della agenzia di cui sopra. Questa mi viene a prendere nel punto in cui il tassista mi ha scaricato, un luogo da me descritto con riferimento ai negozi circostanti: per fortuna non è lontano dal sospirato traguardo, ovvero l’agenzia turistica. Nella quale vengo accolto con calore dal magnifico Vetromile, ritiro il mio documento, ed inizio a parlare con la signora bolognese. Il Magnifico fa un altro lavoro mentre noi discorriamo, ma non perde una battuta del nostro dialogo. Più di una volta infatti, con garbo e senza invadenza, interviene per chiarire qualche dubbio o integrare delle informazioni su Tenerife, perché la mia interlocutrice, pur brava, non può avere l’esperienza specifica di Gabriele. E qui comincio ad ammirarlo fortemente (ero già bendisposto verso di lui perché mi aveva reso un buon servigio, consentendomi di  trovare la mezza pensione a Santa Cruz, opzione che che altre persone “competenti” avevano definito impossibile; in quella circostanza poi, avevo apprezzato che non avesse fatto nulla per accattivarmi a sé; in seguito inoltre, erano passati dei mesi dal nostro primo contatto telematico senza che mai avesse accennato ad “intortarmi”) perché non mi corteggia nemmeno stavolta, ma mi dà preziose informazioni del tutto gratuite. Anche se è evidente che io voglio andare ad abitare nel nord di Tenerife, ovvero fuori dalle sue possibilità di interazione, prestigio e guadagno, non fa nulla per dissuadermi dalla mia scelta e mi aiuta generosamente, pur nella consapevolezza che difficilmente ci rincontreremo. E questa è vera grandezza. Chi mi conosce sa che io non sono solito ruffianare nessuno, e se qualche volta lo faccio per puro divertimento, dedico le mie attenzioni ai deboli, mai ai potenti. Voglio dare quindi un chiarimento a chi mi sta leggendo con sconcerto: avendo ricevuto del bene da uno sconosciuto, ho avvertito il dovere morale di pagargli un ticket sotto forma di pubblico elogio, anche se da lui non era richiesto né atteso.

Proseguiamo il racconto: dopo un po’ il Magnifico se ne va, per un lavoro esterno all’agenzia, e rimango solo con la mia conoscente. Il colloquio si fa quindi più confidenziale, e vengo a sapere che anche la mia interlocutrice predilige il nord dell’isola, che descrive come pieno di suggestioni, di variazioni paesaggistiche e culturali da scoprire. Esco dunque da questo dialogo, galvanizzato e confermato nella decisione che in cuor mio ho già preso, di stabilirmi a Puerto de la Cruz. Ed ho già fatto questa scelta ad un livello “subliminale”, per le diverse visite compiute nella cittadina in questione (visite che andavo facendo parallelamente alle avventure fin qui narrate), il cui fascino è andato crescendo ai miei occhi di volta in volta. Tornando in “guagua” a Santa Cruz, non ho più dubbi, e siccome mancano pochi giorni alla fine della mia vacanza sperimentale, non ci penso nemmeno, a fare altre incursioni nel sud di Tenerife, anche se non ho visitato località rinomate e accattivanti come Arona, El Medano, S.Isidro, Las Galletas, Las Chafiras, Los Gigantes, ed altre ancora. Perché vedete, l’omarello è un tipo passionale: quando ama una donna o una casa o una località (un tempo, anche una automobile), non può più interessarsi ad alcuna alternativa.

Mentre torno in corriera dalla mia seconda visita al profondo sud, focalizzo con la mente un particolare interessante, che mi ha colpito; in entrambe le mie gite ho visto un Oceano Atlantico insolitamente tranquillo, con onde corte, lente e rilassanti, mentre sono abituato a vedere una distesa d’acque impetuosa, mugghiante, selvaggia, quasi violenta, in tutti i lidi del nord di Tenerife che visito. Annoto questo particolare nella mia memoria. In seguito, quando mi stabilirò al Puerto, farò diverse altre escursioni nelle località del litorale che accomuna Los Cristianos, Las Americas e Costa Adeje, e riceverò sempre una uguale impressione dalle acque che lambiscono quei luoghi.

di Davide Selis

(Continua…)