All inclusive!

Sapevate che il sistema del tutto compreso nei villaggi turistici ed alberghi nei luoghi di vacanza è nato ai Caraibi? Si è poi esteso ad esempio all’Egitto e alla Tunisia, fino a poco tempo fa (prima di guerre e di Isis, tanto per intenderci) frequentate dai turisti con una cifra abbordabile, e via via ad altre mete, dando così la certezza a chi parte per esse di spendere, eccetto extra personali, quanto stabilito all’atto dell’acquisto biglietti, volo, cibo, bibite, spiaggia, tutto incluso. In queste strutture inoltre si possono trovare il parrucchiere, l’estetista, il negozietto di gioielli, di souvenir. Chi non vuole spostarsi per qualche escursione non deve neanche spaziare oltre l’hotel.

Osserviamo, come ci fa notare Victor Sanchez, presidente dell’Associazione imprenditori di Playa de Las Americas e Costa Adeje, che questo sistema adottato in paesi dove non esistano alternative all’albergo, sia più che valido, ma che strida con Tenerife, dove vige tra virgolette la civiltà, e che offre ristoranti, negozi, e chi più ne ha più ne metta, con ogni ben di dio. Egli suggerisce quindi di mettere un tetto al numero di persone che in una struttura possano godere dell’all-inclusive, e che gli altri clienti godano di colazione e mezza pensione, ad esempio, in questa maniera agevolando il commercio di chi lavora in queste località turistiche di Tenerife. Anche gli alberghi, secondo Sanchez, devono dare una mano al turismo, dato che il turismo è di tutti, e tutti si naviga sulla stessa barca.

Da parte sua Antonio Luis Gonzàles, presidente dei commercianti e imprenditori di Arona, ribadisce il concetto dell’albergo che offra la possibilità di lavoro anche a chi vive nel contesto fuori di esso. Eliminiamo quindi, cambiando approccio col cliente, il tutto compreso ed i negozietti all’interno delle strutture turistiche, qui dove davvero non manca nulla, e lasciamo che questa accoglienza venga riservata dove effettivamente non esiste altro modo di fare vacanza. Questo per l’economia dell’isola e di tutti gli imprenditori. Non parliamo poi dei centri commerciali, che bellissimi, visitatissimi, con in vendita firme, ed ogni varietà di cose, stanno togliendo in parte, come del resto in Italia già succede da anni, visibilità ai negozietti del centro. A mio avviso si arriverà comunque ad un niente di fatto in quanto se questa richiesta venisse ascoltata, si andrebbero a scontentare le lobby dei grandi tour-operator internazionali, che come ben si sa, sono in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere sempre provvedimenti a proprio favore.

di Danila Rocca