Arcipelago ed economia sommersa, aumenta la stretta

Al fine di contrastare il fenomeno noto come economia sommersa, il Presidente del Gobierno de Canarias Fernando Clavijo e il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Fátima Báñez, hanno firmato recentemente un accordo di cooperazione relativo alla Inspección de Traballo y Seguridad Social.

L’accordo, come sottolineato da Clavijo, dovrà garantire la qualità del lavoro nonché i diritti dei lavoratori, precisando che laddove non esiste regolare contratto di assunzione, i diritti decadono.

In clima di crescita economica e di conseguente nascita di nuovi posti di lavoro, è quanto mai necessario infatti un fermo impegno da parte delle amministrazioni coinvolte nel tutelare la qualità dell’impiego affinché diminuiscano eventuali situazioni di economia sommersa.

Nel corso del 2016 il numero dei disoccupati alle isole Canarie è sceso in maniera decisamente confortante, cosa che va letta considerando che a fronte dell’eliminazione di impieghi irregolari, si sono recuperati 110.949 posti di lavoro, vale a dire due su tre di quelli andati perduti.

Non solo, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti del 25%, ovvero 5,5 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

Il ministro ha anche annunciato che, come già avvenuto durante lo scorso anno, a breve verrà sottoscritto un accordo sulla lotta contro la frode in materia di lavoro sommerso e occupazione irregolare, aumentando il numero degli ispettori della Inspección de Traballo con 32 effettivi in più durante i mesi da ottobre a novembre 2017.


Il lavoro congiunto del Gobierno de Canarias e del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha reso possibile l’inserimento a bilancio dell’abbuono delle quote destinate alla Previdenza Sociale relative a contratti a tempo indeterminato di giovani minori di 30 anni e di soggetti maggiori di 45, con particolare riguardo a settori dove la presenza delle donne lavoratrici non è maggioritaria.

Impegno a breve termine sarà quello di includere, mediante un emendamento al testo della legge, il recupero del Plan Integral de Empleo con un budget di 42 milioni di euro, dei quali 21 per le politiche occupazionali, 10 per l’abbuono delle quote, 10 per le infrastrutture destinate alla formazione e 1 per la lotta contro la povertà.

Al fine di ottenere una maggior coordinazione e controllo di tutti i casi di economia sommersa, si è parlato della necessità di creare un unico percorso di lavoro e di informazione nei sistemi del Servicio Canario de Empleo con tutte le realtà coinvolte quali il Sistema Nacional de Garantía Juvenil e le Camere di Commercio.

In materia invece di lavoro autonomo, Clavijo e Cristina Valido, Ministro dell’Impiego, delle Politiche Sociali e delle Abitazioni, hanno trasferito al Ministro del Lavoro la possibilità di ridistribuire internamente i fondi che permetteranno di incrementare fino a cinque milioni di euro l’apertura delle nuove attività.

In ultima analisi il Presidente del Gobierno ha sottolineato la necessità di integrare i servizi di collocamento e di assistenza sociale al fine di fornire una risposta efficace e reali ai problemi di famiglie i cui membri risultano tutti disoccupati e che rappresentano il 24% del totale dei disoccupati delle isole.

di Daniele Dal Maso