Impennata dei prezzi nel sud dell’isola per quanto riguarda gli affitti residenziali che sono passati da 7,05 euro al metro quadro del maggio 2015 a ben 10,02 euro nel febbraio 2017 nel comune di Arona, che tradotto in affitto mensile di un appartamento di 80 metri quadrati ha comportato un passaggio da 564 euro a 801 euro.

Adeje non è da meno con una impennata da 7,09 euro al metro quadro a 9,32 euro, vale a dire, per un appartamento di pari dimensioni di quello sopracitato, da 567 euro a 745 euro mensili, tutte cifre che, messe in rapporto ai salari medi percepiti dagli abitanti, creano non pochi problemi di budget familiare.

I dati forniti da Fotocasa, sono lo specchio di una situazione al centro di numerose polemiche da parte di Ashotel e che riguarda la possibilità di affittare alloggi per turisti nelle zone residenziali.

Per l’associazione degli albergatori il problema incide, non solo sulle tasche dei residenti, ma sull’attività stessa degli hotel, minacciati da una regolamentazione troppo permissiva.

Le Ashotel di Tenerife, La Palma, La Gomera e El Hierro sottolineano che gli affitti vacanzieri alle Canarie sono regolati dal decreto 113/2015 del Gobierno regional e che verrà modificato in un divieto assoluto di affittare appartamenti a turisti in zone residenziali già a partire da questa estate.

Il dibattito, affrontato anche in altre regioni ad alto flusso turistico quali le isole Baleari, ha evidenziato che questo tipo di fenomeno ha provocato nel corso dell’anno 2016 una impennata media del prezzo degli affitti residenziali del 40% a metro quadro.


Di contro la Asociación de Alquiler Vacacional, ACAV, promuove a tutti gli effetti una forma legale di affitti turistici e sottolinea del resto che 3,5 milioni di turisti scelgono questa formula di ricettività nelle isole, generando un impatto economico di un milione e cinquecento mila euro.

Dati che hanno destato sospetto nelle fila dell’Ashotel che invece comunica che, dai risultati ottenuti da uno studio effettuato nel 2015 incaricato dallo stesso Gobierno de Canarias, i turisti che avrebbero alloggiato in appartamenti in affitto sarebbero stati solo 1,25 milioni.

Lo studio riporta anche il numero complessivo delle case vacanza sulle isole, che sarebbe di 28.000 alloggi nel 2015, promossi su diversi portali on line.

Nel caso di Tenerife le case sarebbero 11.373, di cui però solo il 3,8% registrati regolarmente al Cabildo.

Il quadro che ne esce è quindi molto chiaro, laddove un mercato, per lo più irregolare, di affitti provoca un effetto negativo sugli abitanti e una sicura minaccia per un modello turistico di successo che rappresenta oltre il 30% del PIB dell’intera economia canaria e uno dei settori con il più alto tasso di occupazione di tutto l’arcipelago.

A rischio, quindi, oltre 65.000 occupati, secondo i dati trimestrali sull’occupazione forniti dall’ISTAC, che si trovano a dover combattere contro un differente modello di ricettività che non genera occupazione, ma solo introiti per i proprietari degli alloggi.

dalla Redazione