Ragazzi a caccia del tesoro dei pirati canari

Non è la trama di un film e forse il tesoro esiste veramente, basta cercarlo.

È quello che devono aver pensato gli studenti degli istituti La Laboral e María Pérez Trujillo quando si sono uniti per creare una app chiamata El Tesor de Zeben, un gioco geolocalizzato che si svolge a La Laguna.

Dopo aver fatto leggere agli alunni El Sarcófago de las tres llaves, una novella canaria dove realtà e finzione si mescolano insieme, alcuni docenti con l’ausilio della tecnologia hanno voluto scatenare la curiosità dei propri studenti come espediente per conoscere la città in cui vivono.

La novella da cui il gioco prende spunto, scritta da Pompeo Reina, racconta di un giovane restauratore, Marco, che viene coinvolto nella ricerca di un tesoro perduto.

Con l’aiuto di Ana, una guida turistica locale di La Laguna, Marco risolverà tutti gli indizi, scoprendo così il leggendario bottino del famoso pirata Amaro Pargo.

Gli studenti, analogamente, verranno coinvolti in una serie di prove e indovinelli il cui superamento consentirà loro di proseguire nel gioco ma soprattutto di muoversi nei vari siti della città.


Gli alunni della scuola secondaria e della prima classe di Bachillerato non solo godranno dell’aspetto ludico dell’iniziativa, ma si sono resi partecipi della stessa realizzazione del progetto, per la quale sono stati coinvolti nella lettura del libro, nella stesura del questionario che ha portato alla formulazione di indovinelli e prove e nella creazione della crittografia e del disegno dell’applicazione.

A collaborare attivamente alla inusuale caccia al tesoro sono stati i professori di religione, storia, matematica, tecnologia, educazione fisica, lingua e letteratura dei vari istituti che a loro volta hanno chiesto il prezioso supporto della vedova dello scrittore del romanzo, Pompeo Reina.

In quello che è a tutti gli effetti un entusiasmante progetto multidisciplinare, è necessario utilizzare il GPS poiché la app è associata esclusivamente alla città di La Laguna e, come specifica l’Ayuntamiento, può essere utilizzata da chiunque, turisti inclusi, è solo sufficiente possedere un cellulare con sistema Android e scaricarla.

Il gioco è costituito da sfide che, superate, consentono al giocatore di ottenere vari oggetti che lo faranno avanzare fino alla scoperta del tesoro finale, la cui entità è ancora sconosciuta.

Pirata protagonista sarà ovviamente Amaro Pargo, ma non mancheranno il più cinematografico Jack Sparrow, Annie Bobie, una delle pochissime donne pirata della storia, e l’arcinoto pirata Barbanera.

Tre sono gli elementi chiave di questo progetto, spiega la vice direttrice dell’istituto La Laboral María Muñoz, ovvero l’aspetto ludico, l’apprendimento dell’utilizzo del cellulare e l’interazione tra tutti i partecipanti e la comunità.

L’iniziativa di caccia al tesoro ha ricevuto il riconoscimento dall’Ayuntamiento e il Premio especial a la transformación digital del aula, all’interno dei premi Grandes profes, grandes iniciativas, rientranti nelle iniziative di Fundación Atresmedia per rendere visibili le buone pratiche educative.

di Ilaria Vitali