Vera e propria fuga di depositi dal Banco Popular, fenomeno che ha accentuato, se mai ve ne fosse stato bisogno, i problemi di finanziamento dell’istituto spagnolo giudicato dalle autorità europee sull’orlo dell’insolvenza e ora rilevato da Santander per la cifra nominale di un euro.

E tra gli azionisti e i grandi correntisti in fuga, anche il Gobierno de Canarias che, come conferma il Direttore Generale del Tesoro del Gobierno Javier Armas, avrebbe ritirato in due tranche separate, depositi per un totale di 636 milioni di euro.

Il Gobierno de Canarias possiede fondi ripartiti in 10 diverse realtà bancarie con le quali ha stretto accordi particolari e il Banco Popular era una di queste.

In particolare quella del Banco Popular risultava essere la migliore offerta remunerativa in quanto a interessi, benché già da tempo la Consejería de Hacienda guardava con preoccupazione gli andamenti finanziari e l’evoluzione di situazioni sì rischiose ma che comunque non lasciavano presagire un crollo in Borsa.

La decisione di ritirare i depositi, precisa Armas, è dovuta ad un atteggiamento di responsabilità e di prudenza nei confronti di somme che, puntualizza, sono relative a risorse pubbliche e non sono di proprietà governativa.

Al momento del ritiro di quello che rappresentava il 40% del totale del denaro depositato in vari istituti finanziari, il Gobierno ha beneficiato dello 0,30% di interessi con liquidazione trimestrale, vale a dire il quadruplo di quanto offerto dallo stesso Banco Popular ai migliori clienti, ovvero lo 0,08%.


Del resto, informa Armas, il denaro depositato presso il Banco Popular non era garantito con gli stessi meccanismi impiegati per garantire i depositi individuali che non superano i 100.000 euro e, a fronte di un eventuale poi rivelatosi reale crollo, il Gobierno non avrebbe potuto permettersi di perdere più di 600 milioni di euro di liquidità.

Oltre al Gobierno, diverse comunità autonome e ayuntamientos sono tra coloro che hanno ritirato in tempo forti quantità di denaro dal Banco, cifre comunque irrisorie, commenta Armas, che non hanno nulla a che vedere con il crollo dell’istituto bancario.

Il Ministro dell’Economia De Guindos ammette che qualcosa non deve aver funzionato nel Banco Popular per arrivare ad una situazione così disastrosa ed è con grande tristezza che assiste alla perdita di un istituto che da 15 anni si è rivelato esemplare.

(Nota della Redazione: chissà quanti privati cittadini hanno potuto essere così PREVEGGENTI&PREVIDENTI)

di Ilaria Vitali