Foto da turismodetenerife.com

Praticare “senderismo” a Tenerife è indubbiamente una delle esperienze più complete per conoscere le meraviglie naturali dell’isola attraverso percorsi che consentono di godere di scenari vari e spettacolari.

L’isola è infatti un concentrato di contrasti dove gli amanti delle escursioni possono camminare sotto foreste di laurisilva, scalare la vetta più alta di Spagna, attraversare antiche colate laviche, assaporare il silenzio di gole suggestive e trovare riposo su spiagge di sabbia vulcanica.

Tenerife, piccolo continente in miniatura, ha una vasta rete di percorsi che valorizzano le ricchezze naturali e fanno dell’isola un vero e proprio paradiso per l’escursionismo, e il medico portuense Luis Espinosa García, 40 anni alle spalle di esperienza nel trekking, ha voluto indicare i sentieri da lui ritenuti i più meritevoli di essere conosciuti.

Garcìa è probabilmente una delle persone che meglio conosce Tenerife, isola che ha percorso in lungo e in largo talvolta in compagnia di personaggi indimenticabili, come Imeldo Bello, Telesforo Bravo, Vicente Jordán e Enrique Talg.

I suoi suggerimenti riguardano cinque percorsi che consiglia caldamente di affrontare per le bellezze naturali e paesaggistiche oltre che per l’interessante impegno sportivo necessario per attraversarli.

Il primo dei percorsi è La Caldera a Joco, nell’altopiano della Valle di La Orotava.


Si tratta di un itinerario piuttosto lungo che occorre affrontare con molta energia e che richiede, in condizioni di bel tempo e di caldo non eccessivo, almeno dalle cinque alle sei ore di cammino.

Durante il percorso si possono ammirare canyon, pinnacoli con alberi di pino sulle ripide pendici, aree di foresta pura, il Teide, le pendici del Tigaiga e Santa Ursula,

Si possono addirittura trovare i resti di una costruzione in pietra un tempo rifugio per i viandanti e tappeti di aghi di pino in alcuni tratti del percorso.

Il secondo itinerario suggerito è quello di Pijaral-Chamorga, un percorso stretto attraverso La Ensillada e Cabezo de Tejo, a Anaga, dove le felci, píjaras, presenti in abbondanza nel primo tratto del percorso danno il nome al cammino.

Particolarmente suggestivo e dall’aspetto quasi magico, questo sentiero è circondato da numerose varietà di flora autoctona, funghi, alberi ad alto fusto e violette che immergono il passante in un’atmosfera unica e indimenticabile.

El Chinyero è il terzo dei percorsi suggeriti da García, una strada in cui lava e pineta si uniscono per risalire sulla cima della montagna Estrecho e da lì poter contemplare un paesaggio unico e pieno di colori dove scorgere il Pico Viejo, il Teide, la sabbia nera che seppellì parte di Garachico, i picchi di Masca e Bolico e i vulcani che circondano l’Estrecho, fino a El Chinerò, ai suoi piedi.

Questo sentiero è ricco di fiori, tra i quali le violacciocche del Teide e i fiori di loto, oltre ad una ricca quantità di pini ed esemplari di mentuccia selvatica.

Il Pico Viejo non poteva mancare tra i percorsi consigliati, compagno silente del più maestoso Teide e con il Llano del Viento, una piattaforma unica per contemplare a sud dell’isola, con fortunate condizioni meteorologiche, La Gomera, El Hierro e La Palma.

Ultimo ma non per importanza è il Teno e il suo Parque Rural dove si trovano percorsi da Los Carrizales a el Natero e da Masca a Juan López dove discese mozzafiato e grandi cactus a punteggiare le colline rapiscono lo sguardo, insieme ad antiche gallerie, piccole brughiere e dirupi che mettono a dura prova coloro che soffrono di vertigini.

di Ilaria Vitali