Tenerife, stipendi da operaio, prezzi da ricchi

Che Tenerife sia un’isola bellissima e baciata dal sole dodici mesi l’anno, non ci piove (in tutti i sensi), in molti però tendono a sottovalutare l’altra faccia della moneta, ovvero i prezzi in continuo aumento

Emigrare oggigiorno non è più l’eccezione, ma sembra sia quasi diventata la regola, questo dovuto soprattutto dalla crisi mondiale iniziata nel primo decennio del nuovo millennio che ha costretto sempre più giovani e famiglie a preparare i bagagli per cercare fortuna altrove. E l’Italia, come molte altre nazioni, è diventata sicuramente negli ultimi anni una delle protagoniste di questo scenario.

Premetto che anch’io in primo luogo scelsi di emigrare, quattro anni fa, all’età di 27 anni e come molti italiani scelsi la bellissima isola dell’oceano Atlantico, Tenerife, (dove vivo tutt’ora) in cerca di una nuova vita e un nuovo futuro che il “bel paese” sembrava non potermi dare. Come me, anche altre migliaia di persone hanno scelto proprio Tenerife come meta, alcuni perché ne hanno sentito parlar bene e altri perché sentivano che era la terra adatta a loro, fattostà negli ultimi due anni, la tanto amata “isola felice” ha iniziato a soffrire un vero e proprio periodo di sovrappopolamento; una sovrappopolazione costituita da nuovi residenti, in costante aumento (anche italiani) e da una non indifferente ondata di turismo di massa, altrettanto in forte crescita nell’ultimo anno.

Questi due fattori messi assieme hanno fatto letteralmente impennare i prezzi in generale, ma soprattutto nel campo immobiliare, dove i posti letto, sempre più a “tiratura limitata”, vengono affittati a peso d’oro. Mi riferisco sia agli appartamenti affittati ai turisti che agli appartamenti affittati ad uso residente e ovviamente anche all’acquisto di un immobile. Tenerife è richiesta e quindi i prezzi sono cresciuti, come è normale che sia. Ricordo con una certa nostalgia, quattro anni fa, quando misi piede sull’isola per la prima volta. Trovai lavoro nel giro di una settimana e casa in meno di un mese, a Las Americas, una delle zone più turistiche di Tenerife, situata nella parte sud dell’isola. Pensate, per il mio appartamentino a soli 150 metri dalla spiaggia, pagavo meno di 400 euro al mese d’affitto, con le bollette incluse e una vista mare mozzafiato. Inoltre nell’edificio dove vivevo avevo anche la piscina, internet gratis, parcheggio privato e reception 24 ore, il tutto naturalmente incluso nei 400 euro d’affitto. Ovviamente non conoscevo i proprietari e quindi nessun prezzo speciale, quello era il prezzo di mercato all’epoca. Oggi purtroppo un immobile delle stesse umili dimensioni, vale il doppio o anche più, ma gli stipendi sono rimasti più o meno gli stessi di quattro anni fa.

La soluzione sarebbe uscire dalle zone turistiche (come ho fatto io) per riuscire a trovare degli affitti a prezzi più ponderati, ma alla fine, se si lavora in zona turistica, quei “due euro” risparmiati in affitto ci si ritroverebbe poi a spenderli in benzina o in mezzi di trasporto pubblici, quindi è molto importante fare bene i propri conti. Per un pensionato invece il problema è quasi inesistente, nel senso che avendo una rendita fissa ogni mese, non deve fare da “satellite” alle zone turistiche e quindi, inutile dirlo, uscendo dalle zone turistiche e non avendo la necessità di andarci per motivi di lavoro, si riescono a trovare i veri prezzi degni di un’isola.

A quel punto quindi possiamo godere dei numerosi vantaggi economici che Tenerife offre rispetto all’Italia (benzina 1 euro, assicurazione auto 50% in meno, uscire a cena con 15 euro ecc). Concludo con una precisazione, ovvero, lo scopo di questo articolo non è quello di scoraggiare giovani e famiglie che stanno pensando di trasferirsi a Tenerife, ma piuttosto quello di aprire gli occhi a coloro che si sono fatti influenzare da un passaparola sbagliato, da un servizio al TG italiano dove “vendono” le Isole Canarie come la soluzione a tutti i nostri problemi, giocando con il portafoglio già al verde di molti cittadini, anche famiglie intere con bambini, che stanno vivendo la crisi italiana in prima persona e che, presi dal desiderio di poter vivere una vita “normale”, potrebbero davvero spendere tutti i loro risparmi per emigrare a Tenerife senza essersi informati bene prima, per poi ritrovarsi brutte sorprese, come per esempio non trovar una casa in affitto, se non al prezzo di 800 euro mensili per un bilocale, quando gli stipendi in media si aggirano attorno ai 1.000 euro, e spesso meno. Ovviamente esiste sempre l’eccezione, ma è sempre bene tenere a mente tutti gli aspetti che formano una realtà e non solo gli aspetti positivi. Io dico sempre, “meglio prepararsi al peggio e restarne lusingati, piuttosto che prepararsi al paradiso e poi rimanerne delusi”.


di Fabio Mineo
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