Le associazioni degli imprenditori locatori di case vacanza, degli amministratori di fincas, degli investitori e progettisti hanno reclamato congiuntamente alla Asociación del Alquiler Vacacional (ASCAV) la necessaria formulazione di un quadro normativo che garantisca la sicurezza giuridica per gli oltre 3,5 milioni di turisti che eleggono questa modalità ricettiva e per gli stessi proprietari e intermediari di un’attività che avrebbe, secondo i dati ufficiali, un impatto economico di 1.500.000.000 euro, tradotto in tasse oltre 100 milioni di euro.

La richiesta dei locatari e delle varie figure coinvolte consiste nella modifica da parte del Gobierno, una volta per tutte, del decreto 113/2015 che regola questo tipo di attività.

Insomma, come afferma il presidente di Ascav Doris Borrego, ciò che viene richiesto è di poter pagare le tasse di competenza per un esercizio che, una volta regolamentato, apporterà enormi benefici al tessuto sociale ed economico canario.

La mancanza di una regolamentazione specifica, sottolinea la Borrego, si traduce nella carenza di qualità dei servizi offerti e sul fenomeno di intere aree residenziali adibite a case vacanza prive di regolari autorizzazioni.

Borrego puntualizza che gli affitti turistici, a differenza di quanto annunciato fino ad ora, non sarebbero responsabili della penuria di alloggi per i residenti, visto che solo il 12% delle seconde abitazioni dei canari viene impiegato per il settore del turismo.

La mancanza di appartamenti per la cittadinanza è semmai da riferire agli oltre dieci anni di assenza di pianificazione dell’edilizia sociale da parte delle amministrazioni.


Il tema delle case vacanza è decisamente una patata bollente.

Siamo di fronte a un modello ibrido a discapito della qualità, avrebbe quindi affermato Ricardo Díaz professore di marketing turistico della Universidad de La Laguna.

Víctor Sánchez della Federación de Desarollo Empresarial de Canarias si è unito invece al coro dei locatori, affinché siano legalizzate le case vacanza e quindi pagate le tasse come di dovere; il fenomeno della illegalità nel 90% dell’offerta di alloggi turistici non è certo un dato da sottovalutare.

Oltre alla modifica del decreto 113, l’associazione dei locatori chiede al Gobierno di eliminare le restrizioni nelle zone rurali per tutti gli alloggi le cui caratteristiche residenziali civii e legali sono state riconosciute direttamente dalle aziende municipali.

Il PSOE, unico a non aver partecipato alla richiesta di ASCAV pur essendo stato invitato, ha rilasciato una dichiarazione nella quale chiede la partecipazione del Ministero del Turismo del Gobierno affinché annunci quando prevede di realizzare le modifiche al fine di evitare effetti indesiderati quali l’aumento degli affitti residenziali

di Ilaria Vitali