In arrivo risonanza magnetica per gli ospedali di La Palma, Lanzarote e Fuerteventura

Con l’approvazione dell’acquisto di tre macchinari per la risonanza magnetica da destinare agli ospedali di La Palma, Lanzarote e Fuerteventura, il Consejo de Gobierno intende aumentare la capacità operativa dei tre nosocomi, riducendo così il numero dei pazienti costretti a spostarsi a Tenerife o a Gran Canaria per effettuare il particolare test diagnostico.

Con una spesa complessiva pari a 3.890.970,84 euro, i servizi di radiologia dell’Hospital General di La Palma, dell’Hospital Doctor José Molina Orosa di Lanzarote e dell’Ospitale General di Fuerteventura, tutti dipendenti del Servicio Canario de la Salud, potranno finalmente offrire ai propri pazienti un servizio a lungo atteso e molto richiesto.

In particolare ogni macchinario e relativa squadra operativa di risonanza magnetica avrà un costo di 900.000 euro, cui verranno aggiunti 200.000 per l’installazione e 560.970,84 euro per spese di mantenimento delle strutture.

Il Servicio Canario de la Salud al momento attuale dispone di 5 macchinari di risonanza magnetica, ubicati nei quattro ospedali di terzo livello, vale a dire l’Hospital Universitario de Canarias, l’Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria, l’Hospital Universitario Insular e l’Hospital Universitario de Gran Canaria Dr. Negrín.

Nel corso del 2016 le risonanze effettuate sono state pari a 25.065 e con l’implementazione dei nuovi macchinari, il primo a partire dal 2017, si potranno ridurre le lunghe liste d’attesa che fino ad oggi hanno interessato coloro che hanno fatto richiesta del particolare test.

La risonanza magnetica è una tecnica di diagnostica non invasiva basata sull’acquisizione di immagini in tre dimensioni, sfruttando i processi biochimici.


Le immagini vengono infatti prodotte in funzione dei legami biochimici delle molecole e l’altissima risoluzione di contrasto ottenuta, consente di acquisire informazioni fondamentali su formazioni anatomiche di diversa struttura, come i muscoli, i tendini, le cartilagini e le ossa, in una unica immagine.

Non utilizza radiazioni e gli eventuali mezzi di contrasto somministrati al paziente risultano di gran lunga meno allergizzanti rispetto a quelli utilizzati nella TAC.

Unici aspetti disagevoli della risonanza magnetica sono dati dal tempo di esecuzione, circa una mezz’ora in cui il paziente deve rimanere totalmente immobile, e dalla caratteristica di molti macchinari di essere chiusi, situazione che può arrecare notevoli disagi a coloro che soffrono di claustrofobia.

di Grazia Riolo