Polemiche accese, quelle avanzate dal CEST di Gran Canaria contro l’amministrazione locale, colpevole, secondo quanto ufficialmente pubblicato dagli imprenditori coinvolti, di una crescita rallentata del turismo rispetto a Tenerife.

All’origine delle polemiche, l’eccessiva burocratizzazione di cui è responsabile in primis il Cabildo che, per voce del proprio presidente Antonio Morales, ha immediatamente precisato che vi sono alcuni settori del panorama economico che non capiscono che la politica è indipendente dai poteri economici.

Ad appoggiare Morales, sono giunte le dichiarazioni di Torres, vice presidente cella Corporación insular, che a sua volta avrebbe definito le polemiche del CEST come demotivanti, spostando le colpe dei ritardi direttamente su Madrid e sul governo regionale.

La vera ragione del rallentamento dello sviluppo turistico, secondo Torres, sarebbe in realtà da ricercarsi nella esigua rappresentanza di imprenditori, che non possono così esercitare un potere deciso nei confronti dell’amministrazione, e dalla graduale scomparsa della Coalición Canaria dall’isola.

Come dire insomma che la voce di pochi, giusta o sbagliata che sia, è totalmente ininfluente sulle decisioni prese a livello amministrativo in tema di sviluppo economico turistico.

L’eccessiva burocratizzazione lamentata dal CEST è stata però riconosciuta anche dal presidente della Confederación Provincial de Empresarios de Santa Cruz de Tenerife, tanto che lo stesso presidente del Cabildo Carlos Alonso si è mostrato disponibile a fornire modelli comprovati di azioni per snellire la burocrazia agli imprenditori.


Ogni isola sceglie il proprio modello di sviluppo, avrebbe affermato Alonso, e quello di Tenerife ha dato buoni risultati.

Tra le situazioni che hanno creato più polemiche e accuse, vi è il conflitto con la catena RIU per la riabilitazione dell’hotel Oasis a San Bartolomé de Tirajana, ostacolata da cavilli burocratici, e il calvario attraversato da Wolfgang Kiessling, imprenditore tedesco che vive a Tenerife, per portare avanti il progetto di un Siam Park nel El Veril a Maspalomas.

A questi si aggiunge il rifiuto, ufficiale, dello stesso Morales alla proposta di installazione di un impianto di rigassificazione sull’isola, rientrante negli impegni in tema di energie rinnovabili; benché dal 2020 entrerà in vigore la normativa europea che prevede che le navi viaggino con gas naturale liquefatto, Morales ha affermato categoricamente che non verrà realizzato alcun impianto a Gran Canaria.

Così, ora che anche il porto di Santa Cruz inizia a prendere vita, gli imprenditori di Gran Canaria accentuano il loro disappunto sulla evidente differenza di sviluppo turistico portato avanti dalle due isole, precisando inoltre che un imprenditore può essere domiciliato ai fini fiscali a Gran Canaria, ma operare liberamente nella più promettente Tenerife.

Un divario quindi che si amplifica a dismisura e con prospettive tutt’altro che rosee per il futuro, almeno fino a quando la perdita di competitività e di capacità di creare ricchezza saranno favorite da ostacoli burocratici e da un atteggiamento politico di evidente rallentamento.

E a esemplificare la natura delle polemiche ci pensano i dati, in alcuni casi schiaccianti:

    • Tenerife ha ridotto nel 2016 il tasso di disoccupazione del 5,93%, mentre a Gran Canaria del 5,85%. Dato che va letto considerando che a Gran Canaria la popolazione è inferiore di almeno 45.916 abitanti rispetto a Tenerife ma i disoccupati sono 2.603 in più;
  • dal 2000 al 2015 Tenerife ha costruito 63 nuovi alberghi, contro i 36 di Gran Canaria, dove il Plan Insular de Ordenación ha paralizzato la realizzazione di hotel a 4 e 5 stelle. La moratoria invece di cui ha goduto Tenerife ha permesso di avere un’offerta del 62,4% a fronte di una domanda di hotel del 70,5%.

Secondo l’ISTAC l’unico settore in cui Gran Canaria supera Tenerife è quello dei trasporti, per il resto la Isla Redonda, come viene simpaticamente chiamata, manca di dinamismo, progresso e crescita, sia attualmente che nelle previsioni a breve termine.

di Stefano Ferilli