Non hanno ancora un nome, i due cuccioli appartenenti alla sottospecie del leone dell’Angola, Panthera leo, ma già hanno conquistato l’appellativo di regine della giungla, benché ora si trovino al Loro Parque.

La specie, conosciuta anche come leone del Katanga dal nome della regione del Congo meridionale da cui provengono, è tipica anche dell’Angola orientale, dello Zambia, dello Zimbabwue, della Namibia e del Botswana.

Con un peso da adulte tra i 110 e i 165 kg, le regine della giungla sono tra le seconde per dimensioni che sopravvivono in cattività dopo il leone sudafricano.

E per accogliere i due felini, il Loro Parque ha messo a disposizione un habitat di lusso, il Lion’s Kingdom, realizzato il più possibile fedele a quello naturale e quindi con pareti di rocce utili per le unghie, con tronchi d’albero, due corsi d’acqua per bere o fare il bagno e piante in crescita, costantemente monitorate dal personale di manutenzione poiché le due regine tendono a distruggerne i rami.

L’intero ambiente gioca un ruolo fondamentale per il benessere e la sopravvivenza di animali in cattività e quello ricreato dal Loro Parque è il più naturale mai realizzato, afferma il direttore scientifico della Fundación Rafael Zamora Padrón.

A maggior tutela della preservazione di un ambiente il più possibile vicino a quello della giungla, il personale del parco non ha alcun contatto diretto con i due felini, che comunque ne richiederebbero poco.


Secondo il protocollo, la mancanza di contatto aiuta i felini a sviluppare un comportamento istintivo che li porta a cercare il cibo anziché associare quest’ultimo alla presenza degli operatori del parco, tanto che ogni giorno le razioni vengono nascoste tra la vegetazione per incrementare l’olfatto.

A raggiungere le due regine della giungla è poi arrivato un maschio della stessa specie di poco più di un anno di età che, lo scorso 25 maggio, è stato accolto con l’inaugurazione del Lion’s King.

L’osservazione discreta dei felini ha evidenziato alcuni comportamenti interessanti, quali quello di mordere con i molari posteriori le canne di bambù per pulire lo stomaco o di lavare accuratamente la pelliccia con la lingua al pari di qualsiasi altro felino.

Essendo ancora cuccioli, gli esemplari mangiano un paio di chili di carne al giorno ma, se non controllati, possono arrivare a mangiarne tranquillamente oltre sei, tuttavia per meglio seguire le normali condizioni in natura, dove spesso i felini digiunano quando non trovano cibo, gli operatori hanno deciso di mantenere quantità moderate.

di Magda Altman