Il Made in Italy? Lo aiutano le Canarie grazie ad un G.E.I.E.!!

Anche questo mese di luglio 2017 la pagina n°8 di LEGGO TENERIFE contiene spunti interessanti in tema fiscale ed imprenditoriale: il made in Italy.  Il mese scorso ho fatto una carrellata delle Ayudas e dei finanziamenti che famiglie ed imprese possono sollecitare a Tenerife. Oggi ho la fortuna  e il piacere di intervistare il Dottor Antonio Tornese, Amministratore Delegato della COMPAGNIA ITALIANA EXPORT (Gruppo Europeo di Interesse Economico). Antonio da anni divide la sua vita tra le Canarie e l’Italia,  ha una conoscenza approfondita del tessuto industriale ed agricolo del Made in Italy, ascoltiamo la sua esperienza e gli spunti interessanti che potete leggere sotto l’ombrellone a Tenerife come in Italia:

“Un saluto a tutti i lettori di Leggo Tenerife, nelle Canarie come dall’Italia, mi chiamo Antonio Tornese, sono approdato alle Canarie nel 1999 ed ho giurato a me stesso che prima o poi dovevo trasferirmi qui. E’ stato un pensiero come tanti fino al 2012, quando, dopo una grave esperienza di “fine vita” ho deciso di semplificare e disintermediare un po’ tutto della mia vita, e di farlo da qui, dal sole, dal mare approfittando degli incentivi offerti dalla Z.E.C.. Quindi ho presentato un progetto di azienda Z.E.C. che è stato approvato e, costituita la società, ho cominciato ad esportare farmaci dall’Italia verso la Cina, dando continuità ad un business che era in qualche modo di famiglia. Proprio in questa fase, mi sono reso contro che una trading company qui alle Canarie poteva essere strategica per molte aziende italiane.

Antonio spiegaci meglio?

Ho cominciato a promuovere la Z.E.C. e l’arcipelago ovunque andassi. Purtroppo però ben presto ho capito che il peso della crisi non consentiva a molti imprenditori italiani di avere una prospettiva di trasferimento qui in pieno Atlantico, nella quale fosse necessario investire assolvendo agli obblighi in capitale e forza lavoro richiesti dalla Z.E.C. E’ stato in quel momento che un importante Studio legale internazionale, proponendo una partnership, ha fornito una soluzione inattesa alla mia voglia di offrire opportunità agli imprenditori italiani.

A quale soluzione giuridica ti riferisci?

Ci è stata proposta una Associazione in Partecipazione in cui una azienda Italiana ci avrebbe conferito contrattualmente un capitale in natura (merci) da rivendere. Una cosa banale concettualmente, ma che non è così facile da comprendere secondo il corrente modo di operare nell’import/export in Italia.


Perchè? 

Perché nella partnership che ci è stata proposta il produttore italiano, causa crisi, aveva disperata necessità di vendere e, per non perdere il contratto, doveva poterlo fare ad un prezzo più basso.

Cosa c’entra il prezzo deciso nella partnership con la ZEC? 

Fondamentale, perché la minore tassazione ZEC, se pure sommata alla nostra percentuale, e alla ulteriore tassazione dei dividendi in Italia, non consente di ottenere ricavi netti prossimi all’80%.

Ed è allora che è arrivata l’idea del G.E.I.E. proposta dallo Studio legale internazionale?

Esatto, il G.E.I.E,  (Gruppo Europeo di Interesse Economico) una forma consortile europea prevista nel diritto comunitario e recepita nell’ordinamento italiano, costituibile tra partner di diversa nazionalità. Permette con struttura priva di burocrazia di promuovere le partnership ed essere organo di rappresentanza nelle trattative di import/export per le aziende italiane.

Nasce così Compagnia Italiana Export?

Giusto, con una mission precisa e “democratica”, dare alle PMI Italiane una struttura internazionale e ricavi netti altissimi ed un’inarrivabile competitività, e senza mettere a rischio il proprio investimento.

Quindi una “soluzione internazionale” per le nostre PMI italiane, “on demand”, quando serve e se serve, per supportare l’import/export da e verso l’Italia?

Esatto Riccardo, molte aziende si affacciano al mondo con strani concetti di internazionalizzazione. Come puoi insegnarmi, sono i prodotti a dover essere “internazionali” le aziende lo saranno poi di conseguenza.

Mi pare di capire che i benefici del G.E.I.E. pensato dallo Studio legale internazionale e da voi messo in pratica siano tanti?

Più di quanto non si immagini, pensa, attivare una partnership con il G.E.I.E. consente ai produttori di poter vendere non solo ovunque nel mondo, ma anche in Italia con gli stessi benefici, competitività di prezzo, ricavi altissimi, ma a tanto devi aggiungerci che ogni contratto genera cash flow superiore in media del 30%-35% rispetto alle vendite convenzionali. In tal modo, il risparmio di oneri finanziari, una migliore gestione fornitori etc. Insomma il tutto genera altri punti percentuali di corrispettivi attivi e, infine, il bilancio delle aziende alza i volumi, ma non le tasse, e dota le aziende di una “rating di bilancio” eccezionale utile alla valutazione aziendale e di accesso al credito, vera spina avvelenata nel fianco delle società di capitali.

Per questo hai voluto chiamare questo format di partnership “NUOVE VIE”?

Sì, attivare una partnership contrattuale è già una “nuova via” , ma le vie che con essa si possono percorrere sono altre come affacciarsi al mercato globale con nuove frecce al proprio arco, rendere più efficiente la produzione, avere visioni, strategia di impresa altrimenti impossibili.

Avere un futuro quindi?

Certo, mantenendo o incrementando l’occupazione in Italia e potendo contare sul fatto che “i soldi” sono disponibili nel nostro Paese, dove si crea, si produce e si genera lavoro, e non nelle casseforti di Irlanda, Malta, Olanda.

Insomma la ZEC canaria ed il G.E.I.E. europeo aiutano il Made in Italy?

Sì Riccardo, e tu sai quanto questo sia importante e strategico non solo per la crisi in corso ma sopratutto per il fosco orizzonte italiano della manovra correttiva di stabilità di fine estate e per le prossime che verranno.

Quale può essere il nostro contributo Antonio nel web e sulle pagine di Leggo Tenerife?

Parlarne Riccardo, tenere i riflettori accesi sui temi senza declinare come qualcuno fa nella facile demagogia. Io ringrazio “LeggoTenerife” e te per questa opportunità, ed invito la direzione editoriale del giornale e la tua meravigliosa Associazione, a far comprendere che le Canarie non sono un “Paradiso Fiscale” o “Paradiso dei Pensionati” ma forse solo un “Paradiso” in senso più generale, dove clima, stili di vita, servizi, fiscalità etc. concorrono all’attribuzione dell’aggettivo, specialmente facendo una comparazione con l’Italia attuale. Io posso essere testimonianza tangibile di quanto l’Italia stia perdendo con le migrazioni in atto, e di come il paradosso di un Aiuto Comunitario destinato alla Spagna finisca per salvare il Made in Italy..”

Riassumendo Antonio, l’opera del  vostro G.E.I.E. , Compagnia Italiana Export, fonda sul dare visione e non speranza, concretezza e non ipotesi. Quindi, utilizzando al meglio normative europee  locali ed italiane, le piccole Canarie non sono un “Paradiso Fiscale”, ma possono aiutare il Made in Italy e riportano i capitali in Italia dove terranno in vita eccellenze e posti di lavoro.

Bella storia vero? Tutta italiana, tutta europea in epoca di Brexit.

Dott. Riccardo Barbuti

Presidente Associazione culturale e ricreativa

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