Gabriele D’Annunzio, uomo gracilino e di bassa statura, grande poeta e amante delle cose belle, era un gran narciso. Si considerava un uomo affascinante, evviva la convinzione che chi ci crede finisce per farlo credere anche agli altri. Le donne crollavano ai suoi piedi, ed egli ne era ben cosciente.

La sua biografia riporta particolari piccanti, a proposito di sesso e avventure amorose, non sempre ritenute attendibili, vedi la leggenda che racconta del poeta D’Annunzio che si fa asportare due costole dal medico per poter praticare l’auto-fellatio.

Impossibile concepire una operazione del genere dal momento che le costole proteggono attraverso il torace cuore e polmoni, quale medico compiacente avrebbe rischiato un simile intervento?

Bufala messa in giro da D’Annunzio per rendere ancora più intrigante la sua figura o da qualche oratore con dubbia fantasia?

Per di più il vate abruzzese si dice avesse la fila di donne dietro alla porta, e non sono soltanto chiacchiere, letta la corrispondenza piccante con le sue amanti ed i particolari riportati sui suoi diari, che parlano addirittura di una delle sue cameriere Amèlie Mazoyer, francese, che aveva “bocca meravigliosa” e “mano donatrice d’oblio”, ed inoltre il compito di procurargli le donne.

D’Annunzio instancabile amatore che fu quasi ucciso nel 1922, prima di incontrarsi con Mussolini al Vittoriale per un segretissimo incontro, dalla pianista Luisa Baccara, che da anni viveva con lui come una padrona di casa. Lui aveva smesso di concedersi e la signora lo aveva sorpreso a provarci con la sua sorellina Jolanda di 16 anni.


E’ comunque esistito di sicuro, ed è stato rinvenuto alla morte del poeta al Vittoriale, un pigiama di D’Annunzio con un buco proprio all’altezza dei genitali, pronto per l’uso, che voleva secondo lui nascondere, dai ’20 ai ’30, anni in cui egli non era più giovanissimo, il suo fisico che doveva apparirgli decadente. D’Annunzio allora viaggiava sui sessant’anni.

Ma la leggenda più perversa e meno credibile riguarda il suo piacere nel veder defecare le sue amanti. D’Annunzio poteva essere eccentrico e perfido, ma lo era al limite della decenza.

Per questo risulta difficile credere chi sostiene che avesse fatto costruire una lastra di vetro col buco in mezzo che permettesse alle donne di espletare le loro funzioni mentre lui guardava di sotto, o che addirittura si facesse defecare addosso e provasse piacere dalla coprofagia.

di Danila Rocca