Scompare con lei una delle ultime dive

Si è spenta a Roma nella sua casa di Via Flaminia una delle ultime dive italiane, Elsa Martinelli, malata di tumore da tempo.

L’ultima sua apparizione è avvenuta negli studi di canale 5 poco tempo fa, ospite di Barbara d’Urso e “sorpresa” per la protagonista del sipario, Gina Lollobrigida, che al suo arrivo, magra e altera come sempre, ha stretto in un ultimo e caloroso abbraccio.

Un dispiacere  vederla così invecchiata e sofferente, lei che aveva avuto successo a partire dal 55 benché non rispecchiasse i canoni dell’attrice dal fisico prorompente, come di moda all’epoca, così alta, slanciata e addirittura bilingue, nonostante la nascita in una famiglia modesta, ottava figlia, che per tirare avanti faceva la commessa o infilava perline per rivenderle. L’eleganza è innata, così la classe.

E di classe la Martinelli ne aveva d’avanzo. Kirk Douglas la notò sulla copertina di Life e la volle nel 1955 nel film Il cacciatore di Indiani. Da lì fu un crescendo di partecipazioni a pellicole in cui lavorò coi più grandi attori, da Mastroianni a John Wayne.

Fu protagonista di Donatella di Monicelli e del film il Processo di Orson Welles, girato nel 62. Si dice che ebbe una breve storia con Sinatra e che Gary Cooper bevve champagne da una delle sue scarpe per renderle omaggio.


Ci mancheranno questi grandi personaggi simbolo di un’epoca, la Martinelli come emblema di bravura e innata eleganza. Il suo stile non ebbe a cambiare mai nel corso degli anni.

Riposa in pace Elsa. Sarai negli schermi nel tempo a venire, ricordo di donne legate ad un dolce passato.

Di Danila Rocca