Felicità, esiste davvero?

Ognuno di noi, nel corso della propria vita, è in continua corsa verso la felicità. Ma che cos’è mai questa fantomatica felicità? Siamo sicuri che debba per forza corrispondere ad eventi eclatanti che solcano il nostro percorso, il primo giorno di scuola, il trofeo vinto ad una gara, il giorno del  matrimonio, la nascita di un figlio?

Se ci pensiamo bene, quel pomeriggio distesi su quel prato in campagna, quel libro che ci piaceva ed il desiderio di arrivarne alla fine, quel giorno era proprio bello, tant’è che se chiudiamo gli occhi risentiamo l’odore dell’erba nel naso ed il rumore delle foglie muoversi sopra quei rami che ci facevano ombra e ristoro.

E quelle torte di mele sul tavolo della cucina, eravamo bambini, e ne mangiavamo abbastanza perché nostra madre ne producesse in maniera industriale, le inzuppavamo nel latte, era un attimo, e quasi ne avevamo mangiata già mezza.

Noi siamo fatti per esser felici. Il nostro corpo non aspetta che la felicità arrivi da fuori. Né che noi ce la si debba meritare la felicità. Chi non ha vissuto delusioni, arrecato dolori, chi non porta nel proprio bagaglio gioie e dolori. Se il nostro concetto di felicità consiste nell’attesa che tutto sia perfetto, che non esistano sbavature a cambiarci i progetti, possiamo scordarci la felicità.

Siamo fortunati. Possiamo, siamo in grado di prendere il controllo su noi stessi per crearci la nostra felicità. Esiste. C’è. Dentro di noi. Fuori. Nelle piccole cose. Tutte quelle cose che diamo per scontate, ché se allontaniamo dai nostri pensieri quelli negativi, possiamo migliorare, star bene, accontentarci o no, ma comunque non desiderare sempre cose che non ci sono tralasciando così quelle che abbiamo.

Cuciamo con le nostre mani una specie di corazza emotiva, lasciamo che la felicità ci sovrasti, sorridiamo di più, allo specchio, agli altri, a tutti e a nessuno, ed il nostro corpo si darà da fare formando, attraverso la dopamina “l’ormone della felicità” quegli anticorpi che ci terranno lontano dai malanni, rinforzerà il nostro sistema immunitario e forse ci sentiremo persino più bene, avremo più voglia di essere felici perché sarà la felicità a farci star bene.


Vi ricordate quell’amico che aveva sempre la faccia felice, lavorava come un matto, arrivava a casa la sera sfinito, eppure aveva ancora da spendere tante energie che chissà da dove tirava mai fuori, così minuto, pieno di voglia di vivere, e di aiutare chi ne avesse bisogno.

Era la sua mente ad esser felice? Era il suo gioire di partecipare alla vita? Era perché non sapeva cosa volesse dire pensare in negativo, lui che ci incoraggiava e ci dava la forza (o eravamo noi a lasciarci contagiare da lui) di sopportare quel periodo difficile, in continua discesa…

Ecco. Ci rispondiamo da soli. La felicità esiste. E la verità è che si trova in più luoghi di quanti il nostro inconscio riesca ad immaginare. Basta lasciarci andare. Permettere che ci culli la felicità. E se lo faremo il nostro corpo ci ringrazierà. E se avremo accanto chi ci deluderà, noi cercheremo di non deludere noi stessi. Di allontanare quel dispiacere. E se ci nascerà un figlio lo culleremo. E se ascolteremo quella vecchia canzone che ci ricorderà il primo amore, lì, in quel momento, saremo felici. Felici nella nostalgia. Felici nell’attesa di tempi migliori. Felici nella speranza che i giorni belli non finiscano mai.

di Danila Rocca