La lluminada di Candelaria, una storia tra religione e mistero

Nonostante siano trascorsi molti anni, qualcuno ancora parla di Antonia, meglio conosciuta come la lluminada di Candelaria.

Era il 1927, una grande folla accorreva al tramonto davanti alla porta di una umile casa a pochi metri dalla chiesa di Santa Ana, a Candelaria, dove qualcuno era giunto addirittura il giorno prima, per guadagnarsi il posto più vicino alla finestra da cui, con gli occhi rivoltati e in stato di trance, Antonia, la lluminada, si affacciava smorzando il crescente mormorio.

Antonia Tejera Reyes, nata nel 1908, cominciò in adolescenza a mostrare i primi strani sintomi di quella che pareva essere una possessione a tutti gli effetti: stati di trance, cambiamenti di voce, messaggi di conforto a malati cui consigliava rimedi, emissione di fragranze diverse a seconda delle circostanze e soprattutto un linguaggio ricco e fluente che Antonia, analfabeta, non poteva certamente possedere.

Testimonianze dell’epoca riportano che in più occasioni, durante gli stati di trance, a parlare era una voce completamente differente, che si presentava attraverso la bocca della lluminada come il Verbo fatto carne per riscattare la miseria e i peccati.

Inizialmente la famiglia tenne nascosti i fenomeni della giovane Antonia, ma quando si cominciò a diffondere la voce che in quella umile casa abitava colei che si poneva come tramite con Gesù e la Vergine Maria, la gente iniziò un costante pellegrinaggio in cerca di risposte o di conforto.

Il soprannome di lluminada arrivò da alcuni bambini nell’ora di catechismo, che videro Antonia, ancora molto giovane, assorta in chiesa con il viso arrossato e un alone luminoso circondarle il capo.


Gli aneddoti riguardo alla sua singolare vita si sprecano, ma ciò che maggiormente si ricorda della lluminada è che mai ella frequentò una chiesa, convinta che il miglior altare fosse la natura, l’unico vero luogo dove poter entrare in contatto con Dio.

I fenomeni di chiaroveggenza e trasfigurazione durarono per 50 anni, fino alla sua morte avvenuta il 15 agosto del 1983, giorno importante legato alla devozione mariana.

Facile oggi giudicare l’accaduto, tentare di darne spiegazione medica o scientifica, ridicolizzare la sua figura o al contrario esaltarne la scia di santità.

Quel che è certo è che quella della lluminada fu una vita singolare di intenso impatto sociale non solo sui concittadini ma anche sugli abitanti delle città limitrofe, che accorrevano numerosi nella speranza di un miracolo, come quello che si presume avvenne quando Antonia, o chi per essa, donò di nuovo la vista ad un cieco.

di Grazia Riolo