Lontani da parchi e scuole, i pedofili ora usano i social network per trovare le loro vittime, estorcendo ai minorenni foto intime ed entrando in un circolo di minacce e ricatti che possono diventare abusi sessuali. La Polizia li segue da vicino e ne ha arrestati più di cento quest’anno.
Nei primi cinque mesi, la Brigada de Investigaciones Tecnológicas (BIT) della Polizia Nazionale spagnola ha lavorato con 53 casi di pornografia infantile vincolati ad un fenomeno chiamato “grooming”, sempre più comune.
Prima degli abusi sessuali, l’adulto ottiene la fiducia del minorenne facendosi passare per un’altro minorenne per riuscire a farsi mandare fotografie. Quando entrano in suo possesso, l’adulto lo minaccia, dicendo che pubblicherà le foto su Internet, per stabilire un incontro.
Quest’anno la Polizia ha arrestato 105 persone per delitti di “grooming” e bullismo su Internet (articolo 183 del Codice Penale)  e per delitti di possesso, distribuzione e produzione di pornografia infantile (articolo 189 del Codice Penale).
L’ultimo arrestato é stato un giovane di 23 anni di Las Palmas a Gran Canaria. Nel suo computer si sono trovati 30.000 messaggi su chat, vari profili su social network e centinaia di foto. Inoltre, la Polizia ha scoperto non solo questo materiale pedofilo, ma anche che l’accusato avrebbe commesso abusi sessuali a un minorenne di 13 anni almeno in quattro occasioni.
Le vittime sono 32, al momento, ma la Polizia crede che possano essercene molte di più. Tutte avevano lo stesso profilo: da 10 a 15 anni, d’aspetto infantile e con sovrappeso.
Grazie a la denuncia dei genitori di un minorenne di 10 anni a La Coruña, la Polizia ha raggiunto il profilo di questo giovane di Las Palmas, che viveva con la madre.
Il minorenne di Las Palmas, vittima di questo ventitreenne, avrebbe sofferto gli abusi nel domicilio del pedofilo in assenza della madre.
Il maggior problema per arrivare fino ai pedofili é il silenzio della vittima che si vergogna di aver distribuito foto intime su Internet. I genitori devono avvisare i loro figli del pericolo di fare amicizia con sconosciuti su Internet e di mandare fotografie dal computer o dal telefono. Dopo il “click”, é impossibile far marcia indietro e recuperare l’intimità.

Traduzione a cura di Silvia Giambra