Dio c’è, e se c’è, dove si è nascosto

Quante volte ce lo chiediamo, Dio c’è, noi così fragili, così impotenti, noi che ci gonfiamo a pronunciare quel nome che è il nostro e che crediamo appartenga al migliore essere umano che respiri su questo pianeta. Se ne avessimo la certezza, la prova palpabile, avremmo risolto la morte, scoperto che esiste l’immortalità. Se esistesse quel Dio che ci hanno insegnato a pregare, e noi lo potessimo vedere, e parlargli, quante domande gli porgeremmo in palmo di mano: Signore, cosa sono queste ingiustizie, questa gente che grida al miracolo, quella a cui non lo fai, cos’è questa terra che gira, il sole, cosa sono le stelle, e noi, noi siamo soli, o esistono altri lassù nello spazio che ci vogliono venire a trovare, e magari anche loro non ce la fanno, non sanno come comunicare, come saltare in un sol colpo tutti quegli anni luce che ci separano.

Chissà il nostro ragazzo del 1957, Paolo Nespoli, che per la terza volta se ne va in giro per l’universo con un americano ed un russo, suoi compagni di viaggio, per sperimentare gli aspetti medico-fisiologici importanti per la nostra salute e per quella di futuri astronauti, quelli che forse tra 10 o 20 anni arriveranno su Marte, lui cattolico, ed ingegnere, se si riporrà questa domanda, se avrà dubbi irrisolti.

In una intervista dichiarò che potrebbero esistere tanti pianeti quanti granelli di sabbia ci sono in tutte le spiagge del mondo. Che qualcuno di uguale a noi ci sarà, è possibile, forse.

E in tutto questo gran mistero una mano Qualcuno ce l’avrà messa? O il tempo, la nostra bravura, il nostro ingegno, quello che ci fece provare a volare, ad accendere il fuoco, ci faranno accorciare le distanze e quei 150 anni che impiegheremmo a lasciare il nostro sistema solare, si ridurranno, e questo universo così vasto noi lo attraverseremo poi tutto.

Ci teletrasporteremo per fare viaggi interplanetari, non sarà più necessario usare un soggetto fisico per compierli?

Sì, ci arriveremo. Se sopravviveremo alla Corea, al terrorismo, alla fame, alle guerre. Saremo esseri ancor più speciali. Evoluti. Con conoscenze al di là della nostra attuale comprensione.


Ma Dio, Dio dov’è? E se c’è, dove si è nascosto?

Intanto si prega, si invoca, si bestemmia.

Auguri Paolo Nespoli. Buona navigazione. Che tu possa compiere con successo la tua terza missione. Realizzare gli obiettivi che ci siamo posti e ti abbiamo affidato.

E se da quell’oblò ti capitasse di vedere qualcosa di strano, di irreale, di non plausibile e inaspettato,  saremo lì ad occhi spalancati a cercare i tuoi, quando scenderai da quella conchiglia stellare.

di Danila Rocca