Saranno 188 le tonnellate di tonno rosso che le imbarcazioni canarie potranno pescare nel 2017, un incremento del 34% rispetto alla quantità dello scorso anno ma che, secondo Narvay Quintero ministro dell’Agricoltura, dell’Allevamento, della Pesca e dell’Acqua del Gobierno delle Canarie, risulterebbe insufficiente.

Stando al Plan de Capacidad de Pesca de Atún Rojo 2017 elaborato dal Ministerio de Agricultura, Pesca, Alimentación Y Medio Ambiente, all’Arcipelago spetterebbe un incremento di 48 tonnellate rispetto a quanto disposto per il 2016, ma questo non corrisponderebbe alle richieste espresse dai pescatori canari di concedere loro il pieno incremento al fine di creare più manovalanza.

A tal proposito Quintero avrebbe chiesto ancora una volta un cambiamento delle disposizioni per il 2017 relative alla pesca del tonno rosso al fine di soddisfare le esigenze della flotta di bandiera.

L’incremento del 34%, come afferma Quintero, è infatti una piccola percentuale che non cambierà di fatto le condizioni svantaggiate del settore dei pescatori.

Attualmente la Spagna ha stanziato 4.244 tonnellate di tonno rosso per il 2017, senza considerare la realtà artigianale di flotte come quella canaria che sono la principale fonte di sussistenza per circa 1.200 famiglie delle isole.

La flotta, costituita da un totale di 245 navi autorizzate alla pesca di tonno rosso, deve essere opportunamente tutelata affinché si addivenga a una equa ripartizione delle quote di pescaggio consentite, fondamentale per il benessere dell’economia locale.


Quintero ha reclamato a Isabel García Tejerina, ministro dell’Agricultura, Pesca, Alimentación Y Medio Ambiente, la modifica della quota di tonno rosso dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo e una opportuna implementazione della stessa per l’anno 2018, non solo in termini di quantità ma anche di tempo di pesca, visto l’attuale abbondanza del pesce in questo ultimo periodo.

Dai dati scientifici si è potuto osservare che durante lo scorso anno si sono registrate catture di 200 kg per esemplare, segno che la riproduzione del tonno rosso non risulta minacciata.

Quintero ha sottolineato inoltre che la conformazione del litorale canario, con poca profondità, è tale che se non si incrementa la pesca del tonno rosso, si corre il rischio che aumenti la pressione di altre specie locali quali la vieja o la cabrilla.

Obiettivo delle isole è che la questione venga dibattuta su scala nazionale nel prossimo autunno, quando la Comisión Internacionale para la Conservación del Atún Atlántico (Iccat) deciderà la quota globale del pesce e la sua ripartizione tra tutti i paesi coinvolti.

dalla Redazione