False denunce per intossicazione, i britannici perseverano

L’ignobile fenomeno di turisti britannici che denunciano strutture alberghiere per falsa intossicazione alimentare, non solo negli ultimi tempi è diminuito bensì è cresciuto sorprendentemente del 1400%.

A fronte di un inspiegabile comportamento da parte di una larga fetta del turismo britannico, alcuni alberghi hanno già dovuto sborsare 500 euro per affrontare lamentele prive di fondamento, destinate a divenire una vera e propria piaga per il comparto ricettivo.

Come sottolinea Jorge Marichal presidente di ASHotel durante una riunione annuale che ha visto presenti i membri dell’associazione di Tenerife, La Palma, La Gomera e El Hierro, il numero massiccio di denunce depositate per intossicazione denota un problema molto grave e molto complesso da risolvere, soprattutto riferito a un’unica nazionalità di turisti che sono sul punto di far crollare drammaticamente il nome di alcuni hotel coinvolti.

Marichal ha voluto poi precisare nel suo intervento che nessuna delle intossicazioni denunciate ha avuto un fondo di verità e molte di esse sono state presentate a distanza di un anno dalla vacanza effettuata con richieste di risarcimento che arrivano anche alle 6000 sterline.

Il problema è aggravato, continua Marichal, dall’atteggiamento di molti giudici, studi legali, operatori turistici e altri agenti del settore che contribuiscono alla proliferazione delle denunce per intossicazione, denotando un comportamento non solo sleale ma del tutto incomprensibile, visto che riguarda un unico paese, quello britannico.

La delegata del Gobierno de Canarias, Mercedes Roldós, ha comunicato che l’Amministrazione Generale di Stato, in collaborazione con il corpo nazionale della Policía y Guardia Civil, sta prendendo le misure necessarie per evitare presunte denunce fraudolente per intossicazione alimentare.


Il fenomeno, che comincia a riguardare anche le isole Baleari e molte strutture della Costa del Sol, risulta sempre legato ad avvocati di studi legali britannici che assicurano ai propri clienti di poter ottenere risarcimenti ingenti oltre al recupero delle spese di soggiorno negli alberghi denunciati, utilizzando spesso prove false.

Un vero e proprio business della truffa che anche il governo britannico ha mostrato di condannare ufficialmente, promettendo un giro di vite sui turisti e sugli studi che li supportano con l’accusa di aver rovinato l’industria del turismo dei paesi coinvolti.

Perché in ogni caso non è solo questione di ledere il buon nome delle isole, ma anche quello della reputazione dei britannici in vacanza.