Era il 1963 e già allora le isole Canarie rappresentavano una meta molto gradita dai turisti, compreso un gruppo di giovani ragazzi che si stabilirono a maggio di quell’anno a Puerto de La Cruz.

Non un gruppo qualsiasi, loro erano i Beatles ma ancora non avevano raggiunto la straordinaria fama da renderli immediatamente riconoscibili a tutti.

Apparentemente i Beatles all’epoca erano solo turisti di passaggio provenienti da Liverpool, che si erano sistemati in una casa a Los Realejos, prestata loro da un amico tedesco.

Con già tre articoli di carattere internazionale sul loro particolare stile musicale, i Beatles rimasero un poco esterrefatti dal fatto che la loro presenza non suscitasse alcuna reazione nella cittadinanza che invece, infastidita dal chiasso che generavano, un chiasso evidentemente poco compreso, portò alla nascita di numerose lamentele da parte del vicinato.

La fredda accoglienza, o per meglio dire l’assoluta indifferenza, che i Beatles trovarono sull’isola generò tra i componenti del famoso gruppo musicale un certo malumore che li spinse a proporsi gratuitamente in esibizioni live.

Ma nemmeno con questo stratagemma accolsero consensi e addirittura la loro musica venne considerata troppo avveniristica per gli eventuali spettatori.


Un aneddoto narra inoltre che Paul McCartney per poco non annegò al largo delle spiagge del nord di Tenerife, non conoscendo le correnti di alcune zone senza vigilanza, e che tutti i componenti della famosa band lasciarono l’Arcipelago bruciati dal sole.

Del resto i Beatles trascorsero molto tempo sulla sabbia nera di Puerto de La Cruz e visitarono Izaña e il Teide nell’assoluta indifferenza di chi li incontrava.

La fama è un’arma a doppio taglio; certamente molto tempo dopo, quando tutto il mondo sapeva chi erano i Beatles, i quattro di Liverpool avranno pensato con un poco di malinconia al tempo spensierato trascorso a Tenerife, come perfetti sconosciuti.

dalla Redazione