La gotta è stata sempre legata ai regnanti e ai potenti. Alessandro Magno, Enrico VIII, Benjamin Franklin o Felipe II, sono alcuni dei più famosi, per cui è stata sempre considerata la malattia di quelli che potevano permettersi certi lussi.

Non è però solo provocata da cattive abitudini, ma soprattutto legata alla funzione renale che limita l’eliminazione dell’acido urico. Studi recenti attribuiscono infatti solo il 15% dei casi allo stile di vita, mentre certamente influiscono sensibilmente i fattori genetici.
I casi di gotta sono inaspettatamente aumentati in modo spettacolare nelle ultime decadi

Questa infermità affetta oggi fra l’1 e il 2% della popolazione, soprattutto gli uomini per l’85%, anche se può raggiungere il 5% fra gli ultrasettantenni. La maggiore longevità e il cambio di abitudini alimentari sono le principali cause dei casi diagnosticati.

La Società Spagnola di Reumatologia e Menarini España hanno lanciato una campagna per sensibilizzare gli spagnoli sul problema della gotta, che è diventata il principale agente dell’artrite negli adulti. Prendendo come riferimento i casi degli U.S.A. e dell’Inghilterra, in questi ultimi vent’anni l’incidenza è aumentata del 50%.

La gotta nasce da un eccesso di acido urico nel sangue, che provoca la formazione di sali che si depositano nelle articolazioni causando episodi di forte dolore, che spesso si concentra nell’alluce del piede.

E’ la forma più comune di artrite e se non viene adeguatamente trattata può dar luogo a lesioni alle articolazioni, peggiorando drasticamente la qualità della vita del paziente.


Molti pensano che si riduca a dei momenti di infiammazione acuta, ma in realtà nel giro di una o due decadi provoca lesioni irreversibili nella metà dei colpiti.

Bisogna quindi evitare di sottovalutarla come fosse una malattia “minore”. Si può curarla, ma è soprattutto essenziale un trattamento precoce, efficace e prolungato nel tempo, con un adeguato controllo dell’uricemia per evitare gravi conseguenze come l’artropatia gottosa cronica e un aumento delle patologie cardiovascolari.

A lungo considerata un retaggio dei tempi antichi, la gotta è un serio pericolo per i pazienti ipertesi, obesi e diabetici, con una cattiva funzione renale o che necessitano di medicinali che alzano i livelli di urato.

Il graduale abbandono della dieta mediterranea e l’adozione di abitudini poco salutari, come l’aumentata assunzione di alcolici e di bibite zuccherate, sono altri fattori di rischio.

Si può curare se diagnosticata per tempo, mantenendo i livelli di urato sotto i 6mg/dl. Il 90% dei pazienti richiedono trattamenti mirati a ridurre l’uricemia, trattamenti che vanno protratti nel tempo per molti anni, come per il diabete e l’ipertensione.