Dopo la tragedia di Piedra de Los Cochinos, a Los Silos, di dieci anni fa, pozzi e gallerie inattivi verranno chiusi per il potenziale rischio che rappresentano per la cittadinanza.

Il Gobierno di Tenerife a tal proposito informa tutti i proprietari di infrastrutture simili che non solo dovranno procedere alla messa in sicurezza chiudendole, ma che dovranno preoccuparsi anche di segnalarne opportunamente la posizione.

Rimane la questione, ricorda il Cabildo, dell’esistenza di molti pozzi e gallerie incustoditi e i cui proprietari sono sconosciuti, un evento che rappresenta una difficoltà oltre che un ritardo nelle operazioni di messa in sicurezza.

Il Cabildo ha chiesto quindi alla Dirección General de Minas del Gobierno de Canarias di trovare una forma legale, sia attraverso un decreto o con la modifica della già esistente Ley de Aguas, che consenta alle amministrazioni responsabili la facoltà di chiudere eventuali pozzi e gallerie per i quali non è possibile trovare il proprietario e che rappresentano un rischio per l’incolumità degli abitanti.

Il consigliere di Aguas Manuel Martínez, che si è riunito con i rappresentati dell’esecutivo regionale proprio a tale scopo, ha sottolineato che dall’ultimo censimento elaborato dal Consejo Insular de Aguas pubblicato ufficialmente lo scorso 13 dicembre, a Tenerife vi sarebbero 391 gallerie e 1052 pozzi, la maggior parte dei quali inattivi per esaurimento acqua.

Nello specifico sarebbero 620 le gallerie e 223 i pozzi a risultare secchi, per un totale di 843 siti  a rischio abbandono che costituiscono il 58% del totale delle infrastrutture presenti.


Affinché alle strutture idriche inattive venga annullata la licenza di esercizio, deve essere modificata la normativa che prevede, allo stato attuale, che pozzi e gallerie non operativi mantengano regolare permesso.

I consigli insulari dovrebbero effettuare un censimento di queste infrastrutture in ciascuna delle isole dell’Arcipelago con cadenza biennale, in modo tale che la Dirección General de Minas possa individuare i diretti proprietari, e quindi responsabili, per intimare loro la chiusura dei siti inattivi e l’adozione di apposita segnaletica.

Con il cambiamento della normativa proposto dal Cabildo di Tenerife, il Gobierno de Canarias potrebbe agire direttamente sulle strutture pericolose, evitando drammatici incidenti come quello di Los Cochinos, quando sei escursionisti morirono intrappolati all’interno di una grotta dove erano precipitati poiché non vi era alcuna segnalazione o protezione al suo ingresso.

dalla Redazione