Può un semaforo rientrare nella lista delle specie in via di estinzione?

Se si estende il concetto di specie a edifici e strutture il cui valore rappresenta un patrimonio per la collettività, allora si può affermare senza ombra di dubbio che il semaforo della Atalaya a Igueste de San Andrés, a Santa Cruz de Tenerife, una delle prime strutture elettriche di telegrafo della Spagna, è oggi inserito nella lista rossa del patrimonio a rischio di estinzione a causa dell’attuale situazione di vergognoso abbandono.

Non si parla ovviamente di un comune semaforo che si è soliti vedere sulle strade per regolare il traffico, bensì di un segnalatore molto importante per la comunicazione visiva da costa a costa, di utilizzo principalmente della Marina Militare.

Per Real Orden del 9 di giugno del 1884, si designarono allora i primi 20 semafori elettrici della costa spagnola, tra i quali quello della Atalaya.

Costruito dal Ministero dei Lavori Pubblici, il semaforo elettrico venne consegnato alla Marina Militare nel 1893 e solo il 4 dicembre del 1895 cominciò a funzionare.

L’impianto aveva lo scopo di mantenere una comunicazione visiva di fondamentale importanza con la capitaneria della Marina Militare, che si trova a circa sei miglia di distanza e ha una corrispondente torre di osservazione e pali segnalatori.


L’edificio subì negli anni varie ristrutturazioni e modifiche, per realizzare le quali vennero impiegati addirittura i cammelli nel trasporto dei materiali.

Nel 1989 il particolare semaforo venne visitato dall’ammiraglio Cervera proveniente da Santiago de Cuba, come oggetto innovativo e di grande utilità.

Nel corso del tempo le comunicazioni marittime godettero di progressi tecnologici che portarono ad abbandonare l’utilizzo del semaforo della Atalaya e il 2 luglio del 1970 l’allora Ministro della Marina lo cedette alla Hacienda, facendolo divenire di proprietà dello Stato.

Da quel momento il decadimento e lo stato di abbandono fu totale, quando il Cuerpo de Vigías de Semáforos de la Armada avrebbe potuto utilizzare la struttura ancora per un ventennio prima di pensionarla definitivamente.

La Asociación Hispania Nostra è un’associazione senza fine di lucro, dichiarata di pubblica utilità e costituita nel 1976 con l’obiettivo di difendere, salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale spagnolo; ed è proprio da questa storica realtà che arriva un comunicato dove si lamenta l’avanzato stato di abbandono in cui versa uno dei simboli di Santa Cruz, il semaforo di Igueste.

I danni derivanti da atti di vandalismo, saccheggi, condizioni atmosferiche e il rischio di collasso della struttura mettono a repentaglio il semaforo che ha rivoluzionato il concetto delle torri di osservazione e che rappresenta il simbolo di questa isola marinara, dove arrivarono Fernando de Magallanes, Álvaro de Bazán, Francisco de Ulloa, Jorge Juan e l’ammiraglio Cervera, solo per citarne alcuni.

L’acqua piovana e i temporali ne hanno irrimediabilmente stravolto la struttura, così come alcuni incendi hanno compromesso l’albero segnale e la facciata.

A questo punto varrebbe la pena di chiedersi per quanto tempo ancora la cittadinanza dovrà osservare impotente il definitivo decadimento di un pezzo di storia cittadina che non tornerà mai più.