Lasciando a parte i parenti, magari quelli stretti, quelli che ce l’hanno con noi e fanno di tutto per renderci la vita sofferente e burrascosa, ci sono persone di cui talvolta senza rendercene conto, o per  caso o per forza, ci contorniamo facendoci del male.

Si sa che in famiglia o fuori, almeno uno, se non di più, di questi individui, ce li abbiamo tutti.

Gente dannosa.

Parliamo di persone che standoci accanto o vivendo ai margini della nostra vita, finiscono per condizionarla. Tipo quelli, ad esempio, insensibili per natura, presuntuosi, spocchiosi, quelli dell’usa e getta, che ti chiamano al bisogno, che quando li incontri “Ma non ti sei fatto più sentire!!!”

Da questi stiamo distanti. Ci amareggiano, non ci servono a niente, non arricchiscono il nostro io né lo considerano.

Seguono quelli che han ragione solo loro. Di quel che dici tu non gliene importa niente. Quando parlano se non li stai a sentire si spazientiscono, credono di possedere ogni risposta, sono quelli dallo sguardo stupito Ma come, intervieni? E che sorridono quando lo fai fingendo di esserne interessati. Nel lavoro vogliono primeggiare, il più delle volte da soli non raggiungono gli obiettivi a cui aspirano.


Per carità che Dio ce la mandi buona, meno ne incontriamo, meno il nostro amor proprio si avvilisce.

E quelli del pettegolezzo a tutti i costi? Loro non hanno proprio niente da dire, ma se lo inventano. Fanno un mix di bugie e realtà, e te le cantano e suonano fino allo sfinimento. Poi son contenti.

Accontentiamoci di fare autocritica, non raccontiamo mai nulla di noi a questi personaggi, peraltro pericolosissimi. Girato l’angolo, con il primo venuto, sparleranno di noi.

Infine, ma proprio per ultimi, ci sono i mediocri, quelli che non hanno voglia di far niente, che lavorano ma anche no, che si sposano ma anche no, che si divertono ma anche no. La loro compagnia è contagiosa. Il nostro subconscio è in grado di lasciarsi cullare dalla svogliatezza.

Lasciamoli alla loro irriducibile pigrizia.

Gente dannosa ce n’è a iosa. E ci sono quelli che sommano tanti difetti assieme. E ci siamo noi. Noi che pensiamo di essere sempre, SEMPRE i migliori, che per giustificare certe nostre mancanze fingiamo di non accorgerci di averle, noi che non sappiamo mai se siamo nel giusto e allora ci convinciamo che son gli altri, “quelli”, a sbagliare, noi che ci specchiamo negli altri per renderci conto dei vuoti che possediamo, di cui andiamo a volte persino fieri.

Dunque, esami di coscienza a parte, cerchiamo di concederci persone perbene. Quelli che ci capiscono. Con cui stiamo bene. Che ci amano per quello che siamo. Che soprattutto ci fanno ridere.

E poi mi raccomando, non facciamo che ci perdiamo di vista.

di Danila Rocca