Che sventura, che beffa, gli ormoni dettano legge. Noi tutti ci illudiamo, crediamo che quella persona ci piaccia così tanto da farci perder la testa, e così di aver scovato tra miliardi di persone la nostra, oppure quella sera che decidiamo di dedicarci ad un’avventura, e qui parliamo a nome soprattutto dei vivaci maschietti, crediamo che sia quella ragazza, quella figura femminile che ci fa sognare e brillare gli occhietti, ad essere il motivo di quella incontenibile eccitazione.

Invece no, o perlomeno non solo. Il desiderio che proviamo, che ci avvince, ci viene in gran parte dagli ormoni che a quell’epoca lì il nostro corpo produce.

Lui ci fa una carezza, ci sfiora appena. E noi vorremmo di più, molto di più. Sai, poi diciamo all’amica, quella a cui si confidano anche le cose più intime, come lui nessun altro.

Ma sì, ma sì, è amore. Ci mancherebbe. L’amore esiste. Esiste? Qualche fortunato si innamora, è ricambiato, ed è anche in grado di dirigere il proprio testosterone, attivo sia nelle donne che negli uomini fino almeno passati i 40 anni, verso la propria anima gemella.

Ma sì, ma sì, è desiderio. “Nudo” e crudo. Non è ancora cominciato a calare il livello di ormoni, la donna non è ancora entrata in menopausa, l’uomo cerca di non stressarsi e il suo cortisolo, lo rende attivo, gli ormoni ci sono in abbondanza, per cui fino all’andropausa viaggia alla grande.

E poi che succede? Cos’è che si smette di darsi anche un bacio, che d’improvviso la coppia che prima faceva follie, si accorge di considerare il compagno una sorta di quasi fratello, ci si tiene per mano, ci si abbraccia perché sì, servono coccole, carezze, parole affettuose, ma quell’intimità che ci faceva sembrare padroni del mondo, che se c’era il resto va bene, ma lui prima di tutto, ci fa pian pianino vedere le cose diverse.


C’è chi ricorre alle pilloline per darsi qualche aiutino, chi ad altri mezzi, chi crede che serva cambiare minestra perché la solita un poco ha stufato.

Che sventura, che beffa. Le tempeste ormonali hanno un ciclo, un passaggio, una fine. Vorremmo fossero per tutta la vita. E a pensarci fa un pochino un po’ male ridurre tutto quell’entusiasmo della giovinezza, quel rincorrere desideri e piaceri, al pigro lavoro di questi ormoni fetenti che ad un certo punto abbandonano il campo.

Servirà abituarci a volerci bene, a consolidare o a cercare l’affetto, dato che pazzie e capelli grigi non vanno mica poi tanto d’accordo. Servirà coltivare altre passioni, viaggi, letture, parole.

Che sventura, che beffa. E com’è bella giovinezza… che si fugge! Tuttavia, chi vuol esser lieto sia… nel doman, non v’è certezza.

di Danila Rocca