Il colonnello José Pardo de Santayana, uno dei massimi esperti in tema di sicurezza nazionale nonché membro dell’Instituto Español de Estudios Estratégicos, avverte della possibile bomba demografica in arrivo sull’Arcipelago per effetto della preoccupante crescita della popolazione tra il Mali e la Nigeria, dove le donne hanno una media di 5/7 figli ciascuna.

Come rivelato già nel primo simposio sulla sicurezza turistica organizzato da Ashotel e dalla Asociación Canaria per la Excelencia Profesional, il numero degli abitanti di quell’area geografica è destinata a raddoppiare nei prossimi 20 anni, andando a creare tutti i presupposti di quella che in più frangenti è stata definita una bomba demografica che può toccare molto da vicino le isole Canarie e di conseguenza il turismo.

Il cambiamento climatico che gioca un ruolo fondamentale sull’attraversamento delle frontiere nell’Europa meridionale e la carenza di polizia e guardia civil sulle isole, in particolare modo nelle zone turistiche, sarebbero i maggiori punti discussi durante il forum che si è tenuto a Cajasiete e che ha visto riuniti tutti i maggiori esperti di sicurezza e giustizia, come il commissario provinciale del Cuerpo Nacional de Policía Ignacio Badenas che ha tranquillizzato i partecipanti, affermando che nel giro di due o tre anni il personale di polizia sarà sufficiente a contenere la paventata bomba demografica.

A tal proposito Juan Manuel Sánchez, generale di brigata della Guardia Civil, ricorda che attualmente i posti vacanti nel corpo delle Canarie è pari a 500, suggerendo quindi l’importanza di un effettivo coordinamento tra i due organi di sicurezza al fine di rendere prioritaria la prevenzione.

A dispetto delle previsioni e della carenza di personale, il bilancio relativo alla sicurezza sull’Arcipelago si rivela positivo, con un tasso di reati risolti che supera di 20 punti quello nazionale.

Significativi in tal senso sono stati il monitoraggio dei social network, il potenziamento del Servicio de Información de la Guardia Civil e la proposta a tutte le strutture ricettive di dotarsi di proprio personale addetto alla sicurezza.


Tra le autorità intervenute al simposio, il magistrato del Tribunale di Istruzione numero 1 di Santa Cruz de Tenerife María de los Ángeles Zabala ha posto l’accento sulla mancanza di interpreti nella fase di rilascio dichiarazioni, nel corso delle 72 ore previste per legge; considerando che i presunti autori parlano lingue per lo più sconosciute e che quando vengono ascoltati in aula non sono generalmente presenti le vittime del reato, già rientrate in patria, è prassi comune che le denunce si risolvano in assoluzioni.

I rappresentati dei due enti organizzatori, Jorge Marichal di ASHotel e Mariola Marrero di Acep, sono concordi nell’affermare che il miglior modo per affrontare il crimine è quello di prevenirlo e, a maggior tutela della sensazione di sicurezza dei turisti che visitano l’Arcipelago, il non abbassare mai la guardia dovrebbe essere un punto fermo nell’atteggiamento delle forze coinvolte.

Del resto, giocarsi uno dei posti più frequentati degli ultimi anni dove natura e sicurezza si sposano alla perfezione sarebbe veramente da stolti.

dalla Redazione