Dopo una lunga querelle durata 16 anni, durante i quali sono state paventate minacce di querela e di multe salate, la Asociación de Casitas La Palma, associazione che rappresenta la gran parte dei proprietari di piccole strutture ricettive private fino a ora considerate illegali sull’isola, ha espresso grande soddisfazione per la decisione del Cabildo di aderire al decreto di alloggi turistici già approvato nel maggio 2015, ma da cui l’isola era stata esclusa.

L’associazione Casitas, attraverso un intenso lavoro a stretto contatto con l’allora Vice Ministro del Turismo delle isole Canarie, è riuscita a ottenere il riconoscimento per circa 3.500 posti in case vacanza e la conseguente fine di un estenuante calvario per le 1.000 famiglie che avevano deciso di dedicarsi a questa attività di ricezione turistica per integrare il reddito famigliare.

Con questa notizia, afferma José Cuevas presidente di Asociación de Casitas, il settore del turismo è destinato a crescere del 3,2% già nel corso del 2017, grazie alla pazienza dei proprietari e alla ultima decisione del Cabildo.

Del resto, sottolinea Antonio Sosa presidente del Centro Insular de Iniciativas Turísticas, senza l’esistenza di questa offerta complementare, sarebbe stato impossibile soddisfare tutte le richieste dei turisti per carenza di posti letto, fenomeno che apre un altro argomento molto attuale a La Palma e che riguarda gli investimenti in nuovi alberghi.

Nel frattempo in ogni caso i proprietari delle case vacanza che aderiscono alla Asociación de Casitas di La Palma stanno seguendo tutti i procedimenti necessari alla registrazione degli alloggi per poter procedere al loro sfruttamento, vale a dire la presentazione di una auto dichiarazione di inizio attività.

La domanda, disponibile sul sito web del Cabildo di La Palma, dovrà essere presentata al Servicio Insular de Turismo o ad uno qualsiasi degli uffici del registro del Cabildo di La Palma.


di Magile Ortega