La meta, rilevata da appunti di viaggio, articoli giornalistici e racconti brevi di amici, è risultata immediatamente ad alto carattere esotico, il che mi ha spinto, con curiosità, a provare un nuovo modello di vita colà dove estate e inverno si fondono con una media globale di temperature assolutamente invidiabile! Anche se il soggiorno ricopriva una sola decina di giorni la ricerca di informazioni sarebbe stata a tutto campo per capire se, quello che stavo cercando, era veramente e realmente ciò che si andava dicendo in buona parte dell’Europa, “Un vicino Paradiso terrestre” a poche ore di aereo dal cuore europeo e dai suoi rigidi inverni, in cui spendere qualche periodo del proprio anno!!!

I primi due/tre giorni hanno ottemperato alla normale prassi di acclimamento in un “mondo” in cui la vita è assai differente, ma in cui, giorno dopo giorno, ci si abituava, non senza fatica, a scaricarsi dei fardelli nordici per assaporare un po’ di quella vitalità, quasi caraibica, proiettata a rendere l’ambiente più vicino e consono ad una vita “vivibile”! Cale, calette, spiagge e ristorantini a lume di candela hanno cominciato a deformare la tradizionale e consueta formula di vita quotidiana a favore di una pacificazione interna e di un  relax fisico da molto tempo negato; quasi difficile lasciarsi andare.

A distanza di qualche giorno ulteriore la resistenza a questo rinnovato stile di vita, molto più psicologico che fisico, di cui avremmo potuto vivere le stesse prerogative fisiche nella Liguria agostana, è venuta meno, il coinvolgimento totale; le profonde differenze con il nostro mondo quotidiano sono venute meno: fisico e testa si sono abbandonate ad una “droga” naturale che non avrebbe dovuto mai mancare nel nostro stile di vita ……… tranquillità, serenità, sorrisi e naturalezza di vita sociale.

Sorrido alle lezioncine impartiteci dai “verdi” nostrani sul mantenimento delle aree naturali a noi affidate perché vengano coinvolte e piegate ad una necessità politica di mostrare quanto certi dicktat possano migliorare il mondo; ho riguardato più volte il rispetto verso la natura perpetrato in queste isole Canarie, non per ordine sovrano ma per il piacere e la gioia di esserne circondati, così come un abbraccio naturale e sentito, diviene istintivo. Una malcelata necessità di VIVERE, una dimensione che lascia spazio a nature incontaminate e crude da una parte e curate opere di giardinaggio dall’altra, mischia amenità ed un pizzico di eleganza di Los Cristianos con la durezza delle pendici del Teide, che sembra sovrintendere a tutte le attività dell’isola con la sua mastodontica presenza.

Sì, è vero, non vi ho raccontato pressoché nulla di Tenerife, delle sue spiagge, degli abbaglianti colori della sua vegetazione floreale, cornice di un quadro il cui verde la fa’ da padrone, ma non me ne dispiaccio. Il mio invito è solo quello di vivere un’esperienza simile, anche solo per pochi giorni, e, se durante il tragitto in autopista verso uno dei due aeroporti locali, il vostro sguardo abbraccia ancora con nostalgia il paesaggio circostante, potete anche rallentare l’andatura e ……….. perdere il vostro aereo!!!

Marco Uzzo