piscina Los Cristianos

La piscina comunale di Los Cristianos è un buon posto per analizzare l’incontro fra la canarietà e l’italianità, seguirlo come un film a puntate e aspettare di capire come va a finire, con la pazienza di un filosofo come Seneca.

Mi iscrivo e scopro che il prezzo è piuttosto basso, ma visibilmente non sono contenti di avere non canari fra i piedi. Non posso dire che m’incoraggino a iscrivermi.

Italianamente chiacchiero e commento che il prezzo è molto basso e chiedo come mai.

Mi sgranano due occhi grandi come meloni e : “Es dinero suyo! Ya la pagò!”

L’espressione del volto però è infastidita, da che diavolo di pianeta vengo, e perché non so come si vive?

Italianamente me ne infischio e nell’attesa che stampino la tessera, m’intrattengo con le regole scritte sul cancello. Commento sorridendo che mi piacciono molto. Ottime regole per la vita in genere.


L’impiegato aveva conservato gli occhi da melone casomai aprissi di nuovo bocca e me li punta addosso severo. “No estàn allì para agradecerle, simplemente es normal”.

Insomma io non garbo a lui e a questo punto è reciproco.

Col bagnino non va meglio.

Dopo alcuni mesi in cui si prende confidenza e si abituano a me, commetto il terzo errore:

Dimentico l’Euro per l’armadietto e chiedo al bagnino più autoritario del mondo, che tuttavia vive immobile sotto un ombrellone e non mi sembra sovraccarico di impegni, se posso lasciargli il borsello e le chiavi.

Mi fulmina e mi dice che “me parece claro que no… ereis demasiados, verdad”?

Il senso della frase non fa una piega, se dovesse farlo dovrebbe essere per tutti, e poiché sarebbe assurdo farlo per tutti… cosa mi fa pensare che debba farlo per me?

Insomma, alla fine non mi sento tanto bene, a metà fra offesa e maltrattata.

Al final, tío, come si dice qui, erano una domanda innocente, un commento tanto per passare il tempo e un gesto di cortesia e, da un punto di vista italiano, ho imboccato due mezzi barbari… neanche avessi chiesto di potare gli alberi o fare una festa in piscina…

Poi ci rifletto e mi riaffiora Seneca fra le pieghe dei ricordi:

“La sola possibilità di educare un popolo alla civiltà ed al rispetto e far passare sotto la pelle, nell’istinto profondo, con un lavoro continuo e impercettibile, la convinzione diffusa che non esista alternativa alle regole condivise, che la flessione generi frattura, e l’eccezione apra l’abbandono della regola, solo se ognuno sarà intimamente convinto di questo, le flessioni e le eccezioni eventuali, non saranno un pericolo né un danno”.

Seneca era di Córdoba… hai visto mai che il sangue non sia acqua per davvero ?

di Claudia Maria Sini