Il combattimento tra cani, attività cruenta che vede enormi somme di denaro scommesse e l’uccisione e il maltrattamento di numerosi animali, è un fenomeno che recentemente ha toccato Tenerife, dove in una villa di La Medida, a Güímar, il 18 febbraio di questo anno sono state arrestate 6 persone durante una incursione della polizia.

Tra di essi un funzionario della Policia di Adeje

Ma nessuno dei coinvolti nell’organizzazione del combattimento tra cani è rimasto agli arresti, avendo pagato in 24 ore dalla carcerazione cauzioni tra i 12 mila e i 24 mila euro a testa per 4 di essi e di 3000 e 5000 euro per gli altri dopo essersi presentati davanti al tribunale di Güímar il 21 febbraio scorso.

Il totale delle persone denunciate a Tenerife come facenti parte di un organizzazione nazionale di combattimento tra cani è risultato essere dieci, tutti usciti su cauzione, privati del passaporto e obbligati a comparire in tribunale ogni mese a firmare, oltre a essere condannati al divieto di detenere animali.

Tra coloro che sono stati rilasciati a luglio sono responsabili di un combattimento tra cani che si è svolto in una finca di Valle San Lorenzo, dove la polizia ha trovato un centinaio di cani di razza considerata potenzialmente pericolosa, oltre a diversi animali di piccola taglia, molti dei quali già morti.

Ma l’episodio più inquietante dei fatti occorsi a Tenerife è il coinvolgimento di un membro della policia local di Adeje, investigato per vari reati legati al mondo del combattimento.


Il funzionario, un uomo di 40 anni di cui sono state rese note solo le iniziali F.C.G., farebbe parte di una nota organizzazione di combattimenti di El Portezuelo, a Tegueste e al momento dell’irruzione della polizia nella finca, era presente con evidente coinvolgimento nella raccolta delle scommesse.

L’Ayuntamiento di Adeje avrebbe confermato la notizia, pur non rilasciando dettagli della cosa né  informazioni riguardo a eventuali provvedimenti disciplinari contro il funzionario.

Il Colegio Oficial de Veterinarios ha segnalato in un comunicato stampa che collaborerà con le forze dell’ordine nelle indagini sulla rete criminale, sottolineando di aver trovato i cani in evidente stato di maltrattamento.

Il sindaco di Güímar Luisa Castro ha pubblicamente mostrato sorpresa alla notizia del rilascio delle persone coinvolte, fatto per il quale ha accusato i politici di adottare leggi troppo morbide nei confronti di coloro che sfruttano gli animali.

Chiederemo direttamente alla Giustizia, ha affermato la Castro, i 20 mila euro spesi nel processo contro persone che ora sono a piede libero.

Più duro l’intervento dell’animalista Abel Román che, indignato, ha richiesto un inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi svolge attività cruente come quella del combattimento tra cani, veri e propri psicopatici delle cui gesta sono responsabili i politici che non si decidono a cambiare la legge.