Nata da un’interpellanza di Francisco Déniz di Podemos al ministro dell’Agricoltura e della Pesca Marvay Quintero, l’iniziativa di adottare nuove tecnologie per monitorare la pesca in acque spagnole è stata favorevolmente accolta con l’introduzione di una app da utilizzare su dispositivi mobili.

Il progetto pilota sarà sperimentato da 1.200 pescatori professionisti delle isole Canarie e sarà infine reso obbligatorio per tutti gli altri.

Applicato anche ai più di 90.000 permessi di pesca ricreativa delle isole, partirà inizialmente su base volontaria fino a diventare, anche in questo settore, una procedura obbligatoria.

L’obiettivo è fondamentalmente di avere un maggiore controllo di ciò che viene pescato nelle acque canarie, un argomento che preoccupa particolarmente il rappresentante di Podemos che ha voluto con la sua interpellanza focalizzare l’attenzione su eventuali comportamenti scorretti commessi nella pesca ricreativa, a danno dei pescatori professionisti.

La situazione attuale, precisa Déniz, vede continui e meticolosi controlli da parte di tecnici e Guardia Civil all’attività dei pescatori professionisti mentre il 43% dei pescatori occasionali risulterebbero esenti da qualsiasi attività di monitoraggio a dispetto di violazioni della legge più o meno gravi.

Molte sanzioni comminate inoltre, relative a concorrenza sleale a subacquei in azione di pesca commerciale illegale o peggio di bracconaggio, non vengono pagate e cadono nel dimenticatoio.


Il personale a disposizione per i controlli sarebbe oltremodo insufficiente a coprire tutte le zone da monitorare soggette a attività di pesca.

dalla Redazione