Regole rigorose verranno introdotte a partire da quest’anno dai governi regionali delle Baleari per frenare il turismo di massa e quindi l’eccessivo numero di turisti sulle isole in particolare di Mallorca e Ibiza che hanno già creato problemi con la cittadinanza.

Il numero dei turisti verrà di fatto limitato a un totale di 623.624 sulle due isole più popolari e coloro che tenteranno di affittare alloggi vacanza senza le opportune licenze verranno sanzionati con multe fino a 400.000 euro.

Biel Barceló, il ministro al turismo delle Baleari, ha sottolineato che il provvedimento si è reso necessario per regolamentare un settore ormai privo di controllo e strettamente legato con il fenomeno, già ampiamente illustrato per le isole Canarie, degli affitti di case vacanza irregolari.

Insomma, il vero nocciolo del problema non parrebbe tanto quello di un numero esagerato di turisti, quanto quello della scelta della struttura di permanenza.

La legge del tetto che frenerà il turismo di massa, è già stata approvata e deriva dalle riflessioni sugli effetti negativi che questo comporta sulle comunità locali, effetti che si sono stigmatizzati con numerose e violente proteste di strada da parte di gruppi anarchici a Barcellona, Mallorca e nei Paesi Baschi.

La proliferazione di alloggi in affitto per turisti a breve termine sta aumentando vertiginosamente i prezzi di affitto e vendita delle abitazioni per i cittadini, un po’ come sta accadendo anche nell’Arcipelago delle Canarie, provocando disagi e malumori ma soprattutto innescando pericolosi sentimenti anti-turisti tra la popolazione.


Di fatto la legge approvata contro il turismo di massa applicherà regolamenti rigorosi a tutti gli appartamenti affittati attraverso i più comuni portali di Airbnb e HomeAway, dove dovranno essere autorizzati regolarmente e registrati, pena sanzioni sia ai proprietari degli alloggi che alle società di locazione per mancato rispetto della normativa.

A supporto dell’azione di monitoraggio sarà creata una hotline dedicata, dove si potrà segnalare eventuali attività di affitto case vacanze presumibilmente illegali, al fine di poter procedere con i dovuti controlli del caso.

Le autorità delle Baleari hanno emesso quindi un divieto totale di affitti di tutti gli alloggi residenziali fino a quando non saranno stabilite specifiche zone turistiche, la cui individuazione, stando alle fonti governative, avverrà in un tempo massimo di 12 mesi.

La legislazione impone altresì che le licenze delle case vacanza vengano rilasciate in edifici che posseggano il consenso dell’associazione degli abitanti e che soddisfino le norme di sicurezza, oltre a essere dotate di contatori dell’acqua indipendenti.

Immediata la protesta da parte del portale al momento più in voga nel settore, Airbnb, che avrebbe definito la nuova normativa complessa e confusa oltre che penalizzante i cittadini che desiderano sfruttare il turismo mettendo a disposizione occasionalmente una stanza della propria abitazione.

La dura azione del governo delle Baleari potrebbe rappresentare un precedente cui fare riferimento nelle prossime decisioni dell’Arcipelago delle Canarie dove il problema del turismo di massa viene più vissuto come strettamente legato alla concorrenza sleale con le regolari strutture ricettive e ai disagi affrontati dagli abitanti delle isole per effetto di una impennata dei prezzi di affitto e di vendita degli alloggi.