Nord-Sud: le due “facce” di Tenerife

C’era una volta… una colonia di svariate migliaia di svedesi che si erano installati nell’area dello stretto di Messina e, ben consci di essere nel sud dell’Italia, si riferivano a Napoli, Foggia e Campobasso come… città del Nord!!!

Roba da far sorridere qualsiasi italiano. Beh, chiudete tutti gli occhi per un momento ed immaginate lo stesso identico sorriso sulle labbra di qualsiasi canario quando sente gli stranieri che vivono nel “profondo” sud di Tenerife riferirsi a Candelaria o Güímar (quando non la stessa Santa Cruz) come città del “nord” di Tenerife!

Il punto è che la definizione delle regioni geografiche di un territorio non sempre è solo una questione di geometria. Nord, Sud, Est e Ovest sono sempre un qualcosa di relativo rispetto ad un qualche riferimento geografico, e non sempre si usa come riferimento il centro geometrico del territorio in questione.

Per esempio, la penisola iberica ha un’orografia abbastanza uniforme e quindi si è sempre preso il suo centro geometrico (più o meno Madrid) come riferimento per denominare le varie regioni geografiche.

Per capire invece la geografia di Tenerife non basta uno sguardo superficiale ad una cartina.

Non si capirebbe infatti perché, per esempio, non ci sia alcun collegamento stradale diretto tra Candelaria ed il Puerto de la Cruz, due cittadine che apparentemente si trovano nella “stessa zona”.


Per capire la geografia di Tenerife bisogna guardare una cartina “tridimensionale” dove si vede come l’isola sia percorsa, in direzione più o meno est-ovest, da una catena montuosa che va da Teno ad Anaga, passando per il Teide e che la divide in tre regioni geografiche chiaramente distinte.

Tre regioni distinte a prescindere dal nome che gli si voglia dare.

Un “muro” che divide l’isola in due lati, due facce, due versanti, due storie, due climi, due tipi di vigneti, due gastronomie…

La “regione nord” da La Laguna a Buenavista, la “regione sud” dalla periferia di Santa Cruz a Los Gigantes.

Perché tre regioni? Perché “in mezzo” tra il Nord ed il Sud c’è la zona che permette di andare da una parte all’altra, e che è dove si è sviluppata l’area metropolitana e capitalina (Santa Cruz e dintorni).

Molti pensano che questo modo di vedere l’isola sia solo una strana mania dei canari, invece la storia dimostra come sia il modo naturale in cui viene percepita la geografia dell’isola da chiunque la viva nella sua totalità.

Già all’epoca della conquista europea, i clan Guanches si mostrarono ai conquistatori divisi tra clan del nord e del sud d’accordo con la divisione geografica appena descritta.

I regni del Nord (Tegueste, Tacoronte, Taoro, Icod e Daute) si opposero alla conquista, mentre quelli del Sud (i regni di Güímar, Abona e Adeje) scesero a patti con i conquistatori (il regno di Anaga, tra i due fuochi, si unì alla fine con i regni del sud).

Dopo la conquista, Alfonso de Lugo distribuì le terre facendo riferimento alla stessa nomenclatura geografica, e così ai giorni nostri fanno l’Istituto Geografico Nazionale spagnolo ed il resto delle istituzioni canarie e statali.

Ad Arafo, nel sudest dell’isola, quando si vuole indicare il nord non si indica verso Santa Cruz ma verso le montagne: “nord” significa “dall’altro lato”.

In realtà facendo riferimento all’universo isolano ci sarebbe molto di più da dire sulla dicotomia nord-sud a Tenerife, sia dal punto di vista geografico che storico e culturale, ma questo dipenderà dalla disponibilità di Leggo Tenerife ad ospitarmi di nuovo su queste pagine.

di Gianni Mainella

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