La ciguatera è una intossicazione alimentare tipicamente tropicale trasmessa mangiando pesce contaminato dalla ciguatossina, una sostanza nociva provocata da un tipo di alga unicellulare del genere Gambierdiscus, che riguarda principalmente il mare dei Caraibi.

Recentemente l’oceanografo Francisco Rodríguez avrebbe avvertito le autorità canarie dell’aumento di pesci portatori di ciguatera che, benché non letale come la terribile anisakis, causa intossicazione alimentare in coloro che mangiano il pesce contaminato.

La tossina della ciguatera, sottolineano gli esperti, non viene distrutta né durante il processo di congelamento del pesce, né durante la sua cottura e rappresenta quindi un serio rischio alimentare per l’Arcipelago delle Canarie.

Benché non esistano studi scientifici che dimostrino l’origine e la trasmissione di questa malattia nelle isole, alcune relazioni tecniche informano di specie che possono risultare potenziali vettori di trasmissione della tossina a causa delle loro abitudini alimentari, come il pesce limón, le cernie, i barracuda e le ricciole, presenti nelle acque dell’arcipelago.

La tossina della ciguatera non solo non scompare nel processo di congelamento e di cottura, ma non si vede a occhio nudo, è inodore e insapore e l’unico modo per verificarne la sua presenza è quello di effettuare delle accurate analisi di laboratorio.

L’intossicazione che si sviluppa con l’ingestione di pesci affetti da ciguatera è del tutto simile alla gastroenterite; la diagnosi è associata con sintomi neurologici come sensazione di freddo o di calore, perdita di sensibilità alle estremità, diarrea, vomito e ipotensione e inoltre la tossina può essere trasmessa da soggetto a soggetto attraverso il latte materno.


Stando ai dati forniti dal Proyecto Cican, ciguatera en canarias, il primo caso registrato in Spagna è stato nel 2004 per il consumo di ricciola, nel 2008 vi fu un successivo episodio e in seguito per ogni  anno si segnalarono casi di intossicazione, fino a 10 complessivi nel solo 2013.

In totale il Servicio Canario de Salud ha registrato 108 casi di intossicazione da ciguatera, la maggior parte di essi verificatisi per consumo di pesce acquistato nei mercati locali o pescato direttamente.

Anche se la sua distribuzione spaziale e temporale non è ancora nota in tutto l’arcipelago, così come il vettore responsabile della prima trasmissione, è stata documentata la presenza di ciguatera a Tenerife, La Palma, La Gomera e Gran Canaria.

La ciguatera, precisa Rodríguez, pur avendo solo una probabilità dello 0,1% di causare la morte di una persona, rappresenta fonte di preoccupazione per la salute pubblica, non esistendo attualmente una terapia efficace basata sui farmaci commerciali o sui vaccini.

dalla Redazione