Lotta internazionale all’evasione fiscale: Accordo al G8 in Irlanda del Nord

Questo articolo ha come obiettivo quello di evidenziare lo sforzo congiunto che ultimamente i Paesi occidentali stanno facendo per contrastare l’evasione fiscale. In particolare, si esamineranno i provvedimenti presi in sede di consiglio dei leader del G8, riunitisi la settimana scorsa in Irlanda del Nord. Un accordo é stato infatti raggiunto per dare un nuovo impulso alla lotta contro il riciclaggio, l’evasione fiscale e la costituzione delle società di comodo.

E’ opportuno sottolineare che da molti anni l’Ocse sta esercitando tutta la pressione in suo potere sui governi nazionali per stabilire nuove regole comuni atte a contrastare l’evasione fiscale internazionale. Partendo dal principio base che ogni Paese ha il diritto a riscuotere le imposte, le varie amministrazioni fiscali delle nazioni hanno iniziato a collaborare fra di loro condividendo tutte le informazioni disponibili in loro possesso per combattere la piaga dell’evasione fiscale. Per tale motivo, si stanno cambiando le regole che permettono alle imprese di spostare a fini fiscali i loro profitti dallo stato dove sono prodotti. E’ stato inoltre imposto ai territori britannici d’oltremare con regime fiscale agevolato di lavorare a più stretto contatto con i Paesi europei per combattere l’evasione fiscale. Recentemente, le isole Turks e Caicos, Montserrat, Vergini, Bermuda, Anguilla, Cayman e Man hanno firmato un accordo in base al quale si impegnano a fornire informazioni sui titolari dei conti bancari e sull’uso che ne fanno. Questi territori condivideranno le informazioni con Regno Unito, Germania, Francia, Italia e anche Spagna, Paesi che lo scorso giugno avevano deciso di unire le forze per far fronte al dilagante problema dell’evasione fiscale.

Nuove regole disciplinano anche le norme sulla tassazione delle multinazionali, le quali dovranno ora riportare alle autorità fiscali del Paese ove producono reddito il luogo della residenza fiscale e l’ammontare delle imposte che pagano.
Importante inoltre é il tema dell’erosione della base imponibile da parte delle multinazionali. Si legge sul documento finale del G8 che si supporta il lavoro dell’Ocse nel contrastare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti. Si lavora per creare un modello comune per le multinazionali perché dichiarino alle autorità fiscali dove realizzano profitti, dove pagano le tasse nel mondo e dove conservano i loro soldi. Ad esempio, in Inghilterra una Commissione d’inchiesta sta già investigando sulle attività fiscali di multinazionali come Google, Amazon e Starbucks, trovando assolutamente improprio che sia permesso di effettuare delle triangolazioni spericolate in Paesi a fiscalità privilegiata solo per poter pagare meno imposte nel Regno Unito. Simile é la politica del Fisco italiano che indaga da tempo sugli schemi di “erosione della base imponibile” delle multinazionali. Già all’Ecofin di maggio i Paesi europei avevano dichiarato di voler introdurre tra le amministrazioni fiscali lo scambio automatico di informazioni per facilitare il recupero delle imposte dovute, creando un database comune contenente tutte le informazione relative alla gestione delle società, su chi controlla le imprese e i trust e dove si realizzano i profitti.

La pressione dei governi nazionali e dell’OCSE ha già permesso di creare una collaborazione con molti paesi a cosiddetta “fiscalità agevolata”, per una lotta congiunta all’evasione fiscale. In Europa ad esempio Cipro e Lussemburgo apriranno allo scambio di informazioni a breve. Caso singolare rimane ancora la Svizzera che, nonostante la pressione a cui é sottoposta per uniformarsi ai precetti dell’Ocse sullo scambio di informazioni, non ha ancora costretto le sue banche a trasmettere al Fisco degli altri Paesi le informazioni relative ai conti dei contribuenti stranieri. Nonostante l’inerzia del governo svizzero ad attuare una vigorosa politica atta a contrastare l’evasione fiscale, si può concludere affermando che la direzione su cui si sta viaggiando é verso una più totale collaborazione tra le agenzie tributarie dei singoli Paesi per rendere sempre meno facile eludere il Fisco e spostare i capitali dal luogo ove sono stati prodotti verso Paesi a regime fiscale più generoso.

(Pierfrancesco Modeo Misa)