Il trend del momento per i più giovani, il couchsurfing

Dalla sua nascita nel 2003 come progetto assolutamente no profit da un’idea di Casey Fenton, programmatore statunitense, il couchsurfing ha spopolato tra i più giovani.

Letteralmente significa fare surf sui divani, ma in realtà il couchsurfing è un modo di ospitare gratuitamente persone in viaggio e scambiare il favore.

Sviluppatosi a macchia d’olio, solo a gennaio 2013 sul portale che raduna tutti gli iscritti fruitori del servizio erano più di 5,5 milioni i profili registrati e 97.000 le città coinvolte, delle quali il 20% negli Stati Uniti e il resto suddiviso tra Regno Unito, Canada, Francia e Germania.

Chi desidera trovare ospitalità non ha che da registrarsi sul modulo del sito, fornendo informazioni di base, e attendere le offerte di alloggio che, secondo i principi del couchsurfing, deve essere privo di scambio di denaro tra ospite ed ospitante, fatta eccezione per la partecipazione a piccole spese quotidiane a discrezione delle persone coinvolte.

Secondo rastreator.com, un sito spagnolo di comparazione di prodotti e servizi, in Spagna i giovani tra i 18 e i 24 anni accedono per il 29% alla modalità di couchsurfing quando viaggiano, il doppio degli adulti tra i 45 e i 54 anni.

Vale a dire che tre giovani su dieci scelgono di dormire in case di perfetti sconosciuti per risparmiare, affrontando così un’esperienza turistica che ai comfort predilige il viaggio e l’avventura.


Del resto il 61% dei giovani spagnoli intervistati ha ammesso che viaggiare rappresenta l’hobby preferito, rispetto al 55,3% dei genitori.

Già da tempo i giovani preferivano la formula dell’ostello, condividendo camera e bagno con altri viaggiatori per risparmiare sui costi, ma oggi con la modalità pressoché gratuita del couchsurfing non solo sono aumentati i viaggi, ma anche la loro frequenza pro capite.

La formula vincente e la facilità di comunicazione grazie ad internet, hanno incontrato con successo le necessità e i desideri dei viaggiatori under 25, con nicchie di gradimento anche tra viaggiatori single over 30.

Fino al 2011 la società che gestisce questo immane scambio era no profit e si sosteneva grazie a libere donazioni, ma nello stesso anno si convertì a società con fini di lucro.

I servizi sono rimasti totalmente gratuiti per gli utenti ma la società ha cominciato a trarre guadagno dai numerosi investitori che con il tempo hanno manifestato interesse per un fenomeno sociale di così ampia portata.

In seguito ad un episodio di stupro occorso nel 2009 a Leeds in Inghilterra, dove un uomo aggredì sessualmente la donna che ospitava, le misure di sicurezza sono state intensificate e da allora si riporta un altro solo caso, accaduto in Italia, nel quale un carabiniere padovano violentò una studentessa australiana minorenne che ospitava insieme alla madre e alla sorella.

Casi vergognosi ma decisamente sporadici, considerato l’ampio utilizzo del sistema in tutto il mondo.

di Magda Altman