Agenzie immobiliari in aumento nell’Arcipelago

Il segnale forte del rilancio del mercato immobiliare nell’Arcipelago è rappresentato dal crescente numero di agenzie immobiliari presenti su tutto il territorio, come evidenziato dagli ultimi dati diffusi dall’INE, Instituto Nacional de Estadística.

Secondo la ricerca basata sui numeri registrati al primo di gennaio 2017, nelle isole ci sarebbero 1.500 agenzie immobiliari in più rispetto al 2008, l’anno terribile dell’inizio della crisi che colpì in modo particolare proprio il settore di compravendita alloggi.

La crescita del settore immobiliare canario, che quindi è passato da 5.031 agenzie immobiliari nel 2008 a 6.570 all’inizio del 2017, non nasconde tuttavia le pesanti conseguenze sofferte in seguito al particolare momento di crollo, considerando che più del 60% di queste imprese non ha dipendenti e quindi risulta per la maggior parte dei casi in mano a lavoratori autonomi e proprietari individuali, quando invece prima del 2008 la formula della ditta individuale riguardava solo il 45% delle agenzie.

Nel panorama delle agenzie immobiliari, INE sottolinea che la maggior parte di esse, pari a circa 3.645, è di proprietà di coloro che hanno iniziato mettendo in affitto immobili di proprietà e che solo 2,885 tratterebbero la compravendita di immobili per conto terzi.

In generale il recupero del numero delle agenzie immobiliari nel lungo periodo che ha seguito la crisi del 2008, potrebbe essere paragonato a quello sperimentato dal numero di aziende dedite alla costruzione di edifici, benché in questo ultimo caso la crescita sia ancora piuttosto lieve e i numeri ancora molto distanti da quelli pre-crisi.

Attualmente il numero totale delle imprese edili canarie è pari a 9.043, un dato cresciuto per il terzo anno consecutivo ma comunque al di sotto di ben 5.500 imprese rispetto al totale del 2008.


Il settore della costruzione sembra quindi godere di una migliore salute nelle isole che nel resto di tutta la Spagna, ma il cammino per crescere e consolidare i dati è ancora lungo.

di Marco Bortolan