L’art.155 della Costituzione Spagnola rimasto fino ad oggi sconosciuto

Oggi tutti i mezzi di comunicazione sono affollati da commentatori che giornalmente dibattono di diritti costituzionali come professori dalla cattedra, sentenziando interpretazioni in materia legale con la supposizione di avere la miglior opinione, e conoscenza, in materia di Costituzione.

Parliamo nello specifico dell’art.155 della Costituzione Spagnola, ampiamente discusso in occasione della dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Parlamento Catalano.

In realtà occorre dare una piccola prova di umiltà e partire dal 1° comma del suddetto articolo che afferma che se una comunità autonoma non soddisfa gli obblighi che la Costituzione o altre leggi impongono, o li attui in forma che sia gravemente dannosa all’interesse generale della Spagna, il Gobierno, previa richiesta al Presidente della Comunità Autonoma e, nel caso fosse questa disattesa, con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà adottare tutte le manovre necessarie per obbligare quella comunità al rispetto forzato di quegli obblighi.

Allo stesso modo, il 2° comma afferma che per l’attuazione delle procedure previste dal precedente comma uno, il Gobierno potrà dare istruzioni a tutte le autorità delle comunità autonome del Paese.

Questo modus operandi contemplato dal nostro Diritto Costituzionale è, principalmente e sotto tutti gli aspetti, assolutamente democratico e non rappresenta una modalità eccezionale nel diritto comparato, come invece risulta in altri paesi federali dove è definito coercizione od esecuzione federale, così come segnalato dalla Ley Fundamental Alemana di Bonn.

In Italia per esempio, la Ley Constitucional del 18 ottobre del 2001, aggiunse un nuovo paragrafo all’articolo 120 della Costituzione Italiana, permettendo al governo della nazione di sostituirsi agli organi delle regioni in caso di mancato rispetto da parte di queste ultime delle normative e dei trattati internazionali o delle norme comunitarie.


Meccanismo similare esiste nelle Costituzioni di Svizzera, Austria, Portogallo e Stati Uniti.

In definitiva è qualcosa di assolutamente democratico nei paesi civilizzati.

In Spagna la delimitazione dell’articolo 155, ora famoso, è stato stabilito dalla Sentenza del Tribunale Costituzionale 215/2014, che qualifica l’articolo come uno dei precetti costituzionali conseguenti al principio di unità e di supremazia degli interessi della nazione spagnola, mentre le sentenze del riferito Alto Intérprete Constitucional 49/1988 e 27/1987, lo definiscono come un mezzo straordinario di coercizione e quindi non applicabile a situazioni normali.

Allo stesso modo è doveroso ricordare che non è la prima volta che si utilizza questa procedura nel nostro paese, dove già nel 1989 venne attivata nei confronti del Gobierno de la Comunidad Autónoma de Canarias che si rifiutava di rispettare gli obblighi in materia fiscale, un episodio notevolmente meno significativo rispetto alla circostanze eccezionali che occorrono ora in Catalogna.

Tuttavia in quell’occasione fu sufficiente la prima richiesta formale affinché l’amministrazione canaria cessasse di perseguire il comportamento scorretto e quindi non fu necessario ricorrere al Senato affinché autorizzasse a procedere con mezzi coercitivi.

Recentemente invece si è applicato l’articolo 155 nella sua totalità e questo perché il presidente della Comunidad Autónoma Catalana ha deciso di dichiarare l’indipendenza della regione, un fatto gravissimo che, al di là degli articoli del Codice Penale applicabili come conseguenza di tutti gli atti correlati e al di là di tutti i commenti e le notizie diffuse giornalmente, giustifica ampiamente la procedura di rimozione del Presidente, del Vice Presidente e di tutti i membri del Gobierno de la Generalidad Catalana, così come lo scioglimento del Parlamento e la convocazione delle elezioni autonome in Catalogna per il 21 dicembre.

Le azioni della Catalogna non solo rappresentano una grave ed evidente violazione degli obblighi costituzionali, ma hanno altresì significativamente compromesso l’interesse generale della Spagna, violando i principi fondamentali della sua Costituzione e dello Statuto di Autonomia della  stessa Catalogna, collocandosi assolutamente al margine della legge, cosa che ha obbligato il Gobierno della nazione ha esercitare il meccanismo previsto nell’articolo 155 per proteggere la libertà e la sicurezza dei cittadini catalani, così come molti dei loro diritti e dei loro valori giuridici.

di Optimus Abogados