Crisi, alle Canarie taglio del 26,6% al bilancio della sanità pubblica

Negli anni dal 2009 al 2013 le isole Canarie si sono viste costrette, per effetto della crisi, a dover effettuare un taglio al bilancio della sanità pubblica del 26,6%, posizionandosi come la seconda comunità autonoma che più ha ridotto le spese in questo settore.

Il taglio al bilancio, stando alla FADSP, la Federación de Asociaciones en Defensa de la Sanidad Pública, sarebbe la vera causa responsabile della attuale situazione delle lunghe liste di attesa per interventi chirurgici.

Attraverso uno studio dei coefficienti di correlazione tra i dati delle liste di attesa e il taglio del budget, FADSP ha rilevato che esiste una relazione del 61% tra entrambe le variabili, il che significa che la riduzione del bilancio ha avuto un impatto del 61% sullo stato attuale delle attese.

Lo stesso avviene tra la percentuale di persone che aspettano più di sei mesi e il taglio alla sanità, che ha inciso per il 62%.

Le liste di attesa, precisa inoltre la federazione, sono cumulative, ovvero a una lista di attesa chirurgica superiore, ne corrisponde una ancora più lunga per la prima consultazione, il che indica che il ritardo subito da molti pazienti si traduce in un periodo che supera l’anno.

FADSP inoltre sottolinea che nonostante nel periodo del taglio al bilancio si siano verificati lievi aggiustamenti, i minimi aumenti concessi sono stati diversi a seconda delle comunità autonome e in nessun caso si è riusciti a recuperare i livelli del periodo precedente il 2009.


L’impatto della riduzione del bilancio di un settore di primaria importanza come quello sanitario è quindi devastante sulla salute pubblica nel paese dove, a dispetto del recupero economico generale, dalla prenotazione di un intervento chirurgico alla sua esecuzione trascorrono tempi inaccettabili.

In più bisogna considerare l’aumento esponenziale di cittadini residenti ed anche il turismo alle stelle con età medie abbastanza alte e per cui più cagionevoli.