In tempo di bilanci risulta che il tasso di disoccupazione sulle isole è cresciuto con conseguente incremento della popolazione a rischio povertà, un fenomeno drammatico che stride con le dichiarazioni di Óscar Izquierdo Presidente della Federación de la Construcción, Fepeco, che segnala le difficoltà incontrate da numerose aziende nella ricerca di muratori e personale da adibire a cantieri.

Ora che il settore edile è in ripresa e che le cifre sono moderatamente positive, sembra che il grosso problema sia dato dalla mancanza di personale.

Durante gli anni della crisi la specializzazione dei muratori e dei lavoratori in generale si è paralizzata, poiché non era possibile fare abbastanza ore di lavoro e il risultato è che oggi, alla ripresa del settore, i muratori già esperti sono occupati, alcuni di essi nel cosiddetto sommerso, altri invece sono disoccupati perché non sufficientemente qualificati.

A tutto questo si aggiunge il problema che ben pochi giovani tentano la strada del settore edile, frequentando corsi ad hoc o accettando lavori di manovalanza che possano specializzarli nel breve tempo.

Va precisato inoltre che molte aziende assumono direttamente dalle scuole di specializzazione poiché con le riforme del settore edile è richiesta più professionalità e conoscenze tecniche rispetto a prima, una condizione che offrirebbe a molti giovani un’opportunità di carriera in un ambito in forte crescita.

Oltre al problema di reperire muratori qualificati, il Presidente dell’associazione sottolinea le gravi difficoltà burocratiche trovate nei vari comuni che rappresentano un serio ostacolo per il business.


Le licenze concesse talvolta durano solo fino a 8 mesi e questo provoca ritardi nei lavori o addirittura lascia opere non portate a termine.

Un’altra figura importante che manca nel settore dell’edilizia è quella del tecnico esperto in burocrazia cui è dato l’onere di seguire le tempistiche delle licenze e gli appalti di gara oltre che di seguire le imprese nel dedalo delle ordinanze e delle concessioni; molti di loro sono stati pensionati e mai più sostituiti.

A dispetto di un business ancora debole dovuto principalmente all’atteggiamento di prudenza da parte delle aziende e delle banche che devono concedere finanziamenti bancari, i dati del settore lasciano presagire buone prospettive per la chiusura del 2017.

Nonostante infatti la mancanza di muratori e personale qualificato, a Tenerife sono state registrate 2.440 imprese di costruzione, 7,4% in più rispetto all’anno precedente e 7.800 occupati in più con un aumento di contratti di lavoro del 4,18%.

In particolare l’assunzione di muratori è aumentata del 23,62% ma ancora rimangono numerosi posti vacanti.

di Marco Bortolan