Qual è il comune più ricco dell’Arcipelago?

Vi siete mai chiesti qual è il comune dell’Arcipelago più ricco in termini di reddito procapite?

Secondo le ultime statistiche sulle dichiarazioni dei redditi pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, è Santa Brigida, a Gran Canaria, il comune più ricco in assoluto, con 34.449 euro per abitante.

Si parla ovviamente di redditi dichiarati!

E il comune più povero?

All’altro capo della classifica risulta esserci Garafía, in provincia di Las Palmas, con un reddito medio per abitante pari a 14.016 euro.

In generale la grande maggioranza dei comuni delle Isole Canarie ha registrato un aumento del reddito medio nel 2015, ma la disuguaglianza già rilevata in quell’anno è rimasta tale.


Quasi tutti i comuni hanno segnalato un aumento di circa 400 euro per abitante, mentre solo nelle sei città di Puerto de la Cruz, Santa Cruz de la Palma, Fasnia, Teror, Agate e Agüimes è stato rilevato un calo.

Per il resto in testa alla classifica del comune più ricco permane Santa Brigida, seguita da El Rosario con 29.099 euro, Las Palmas con 26.709 euro e Santa Cruz de Tenerife con 26.137 euro.

I comuni più poveri oltre a quello di Garafía sono El Tanque, Puntagorda, Vallehermoso, Tazacorte e Hermigua con redditi che oscillano tra i 15mila e i 14mila euro.

In generale l’Arcipelago, considerando tutto il territorio nazionale spagnolo, presenta il sesto reddito più basso di tutto il paese.

Le località dove il cittadino è più ricco sono le capitali e gli immediati sobborghi, mentre spetta alle aree più rurali il posto in basso alla classifica, un po’ come accade in tutta la Spagna dove la tendenza è similare e il reddito lordo più alto si concentra vicino alle grandi città.

Benché nessuna località dell’Arcipelago sia risultata tra le dieci più ricche di Spagna, non fa parte nemmeno delle più povere, come sono invece Estremadura, Galizia, Andalusia dove in città come Zahínos, Cervantes e Puerto Serrano il reddito procapite supera a mala pena gli 11mila euro, in un caso arriva addirittura ai 10.500.

di Michele Zanin