Il 2017 è l’anno in cui il Loro Parque è stato insignito del premio Traveller’s Choice come il miglior zoo del mondo, un riconoscimento prestigioso e del tutto meritato per un luogo che esiste grazie alla ricerca e alla passione di Wolfgang Kiessling.

Fu lui infatti che 45 anni fa mise piede per la prima volta a Tenerife grazie alla compagnia aerea specializzata in voli charter di cui era direttore; un venerdì di una settimana come tante, alla fine del lavoro, decise di approfittare insieme alla moglie degli ultimi due posti disponibili a bordo del volo per l’isola, affrontando il viaggio che gli cambiò la vita.

Giunto per la prima volta a Puerto de la Cruz, Kiessling rimase piacevolmente sorpreso dalla particolare energia e dal forte dinamismo della cittadina, che già all’epoca era in grado di offrire molti servizi ai suoi turisti, e si innamorò di una particolare zona dove decise di rimettere in funzione un piccolo hotel di charme circondato dalla natura.

Aiutato dal padre e da un amico, egli raccolse sufficienti fondi per acquistare la prima porzione dei 13mila metri quadrati dove ora sorge il Loro Parque.

Quello che iniziò come un sogno si trasformò però nel 1978 in un insuccesso: a causa dei pochi clienti, Kiessling fu costretto a chiudere i battenti del piccolo hotel, senza però perdere la passione per l’ambiente in cui era immerso.


Fu allora che il Loro Parque cominciò a crescere, diventando non solo un incredibile luogo di intrattenimento, ma anche un centro di ricerca e divulgazione della conservazione, sostenibilità e protezione dell’ambiente e della natura in generale.

Il Loro Parque, che attualmente conta su 400 dipendenti e ha registrato un totale di 47 milioni di visite, divenne inizialmente noto per lo spettacolo dei pappagalli, il Loro Show, una vera e propria attrazione pioniera in Europa, che mirava a sottolineare l’intelligenza degli uccelli e la naturalezza con cui venivano esposti al pubblico.

In seguito, nel 1986, la celebrazione del Primo Congresso Internazionale dei Pappagalli cui parteciparono circa 600 persone, rappresentò la pietra miliare, in realtà una delle tante, che ha segnato la storia del Loro Parque, tanto che l’evento continua a essere organizzato con grande successo ogni 4 anni; la prossima edizione, che si terrà nel 2018, prevede la partecipazione di oltre 850 ornitologi, biologi ed esperti allevatori e, secondo Kiessling, sarà indubbiamente un evento imperdibile oltre che il più grande raduno mondiale del settore.

Tornando agli anni 80, fu nel 1987 che venne inaugurato il primo delfinario, un’altra attrazione che ha fatto la storia del parco e che ha permesso di osservare da vicino le peculiarità e l’evoluzione di uno degli animali marini più affascinanti.

Nello stesso anno Kiessling decise di finanziare il progetto di conservazione per la salvaguardia di due specie amazzoniche di delfini dell’isola caraibica della Dominica, progetto che avrebbe gettato le basi per lo sviluppo, nel 1994, della Loro Parque Fundación, la cui creazione segnò la svolta.

Promuovendo la ricerca scientifica, la Loro Parque Fundación fin da subito adottò le premesse di conservazione del benessere e della conservazione della biodiversità, diventando quindi un punto di riferimento internazionale nella ricerca sui pappagalli e i cetacei.

Allevamento responsabile, educazione ambientale, ricerca e conservazione dell’ambiente, sono i percorsi di lavoro della fondazione che, negli ultimi anni, ha realizzato 109 iniziative in 30 paesi di 5 continenti, grazie a un investimento di quasi 16 milioni di dollari.

Obiettivi basilari della fondazione sono il miglioramento della conservazione degli habitat di pappagalli e cetacei minacciati, l’aumento della consapevolezza sociale e il supporto per i programmi di istruzione e ricerca.

Nel 1999 Kiessling inaugurò poi il centro dei pinguini, dopo un duro lavoro di progettazione al fine di ottenere l’habitat perfetto per ogni specie di questo animale; seguendo come modello l’ambiente dell’Antartide, le strutture del parco garantiscono infatti uno standard di vita ideale per questi uccelli marini, che i visitatori possono ammirare mentre scivolano su apposite strutture di ghiaccio per poi immergersi nelle acque del parco a loro disposizione.

Grazie a un particolare accordo con il SeaWorld statunitense, il Loro Parque a partire dal 2006 ha cominciato quindi a ospitare orche nate in cattività, come Skyla, Keto, Tekoa, Kohana, Morgan e Adán che insieme fanno parto di uno spettacolo sorprendente molto amato da grandi e bambini.

Dal 2006 le orche sono diventate oggetto di numerosi studi e progetti scientifici che hanno favorito l’approfondimento della conoscenza di questi cetacei e del loro ambiente.

È invece del 2017 l’inizio della realizzazione di un progetto dedicato alla salvaguardia del re degli animali, il leone, con l’inaugurazione a maggio di un moderno recinto all’interno del quale è stato ricreato l’habitat naturale di questi possenti animali, chiamato Lion’s Kingdom.

Simba, Malika e Sarabi sono i leoni africani appartenenti a una sotto specie dell’Angola, che oggi vivono al Loro Parque dopo essere sfuggiti alla grave minaccia della caccia illegale e della scomparsa del loro habitat naturale.

Il progetto, che prevede la collaborazione con il tour operator Futouris, ha per obiettivo la protezione dei leoni delle regioni africane dello Zaza, Angola, Botsuana, Namibia, Zambia e Zimbabue.

L’ultimo successo in ordine di tempo del Loro Parque è la riuscita riproduzione di una medusa originaria del Giappone, la Chrysaora pacifica da parte del team di AquaViva che già nel 2016 era riuscito a far riprodurre, unico caso in Europa, la medusa Phacellophoracamtschatic.

È quindi con enorme soddisfazione che Kiessling riceve l’ambito premio Traveller’s Choice 2017, quale riconoscimento per 45 anni di vita spesa per la protezione e la conservazione della fauna e dell’ambiente.

Bina Bianchini