Affittare casa e trovarsi coinvolti in una esecuzione ipotecaria

La Caritas Diocesana dell’isola, autrice del progetto Base 25, ha rilevato nel corso di questa estate un aumento di casi di persone che hanno affittato una casa e si sono trovati coinvolti in una esecuzione ipotecaria: succede a Tenerife e il fenomeno è in significativo aumento.

La situazione decisamente kafkiana ha visto numerosi affittuari pagare regolarmente la cauzione per un alloggio, e per il quale hanno versato altrettanto regolarmente le rate dell’affitto, scoprire che non erano affatto legittimati ad occupare un appartamento immerso in processo di esecuzione ipotecaria.

Gli affittuari che vengono coinvolti in situazioni di questo tipo sono doppiamente vittime: dei proprietari con i quali hanno pattuito il contratto di affitto e della legge, che si rivale su di essi nei procedimenti esecutivi, così spiega l’ufficio legale della Caritas Diocesana.

Ma esistono casi ancora più ingarbugliati, vale a dire quelli in cui il presunto locatore proprietario dell’immobile si rivela in realtà privo dei diritti sullo stesso e di conseguenza i contratti stipulati non solo sono fraudolenti, ma non hanno alcun valore, a dispetto delle somme erogate dalle incaute e ignare vittime.

In tutti i casi, precisa la Caritas, gli affitti si aggiravano tra i 300 e i 400 euro e nessuno degli inquilini è risultato in mala fede, avendo creduto alla legittimità esercitata dai proprietari degli immobili.

Trovare una soluzione per queste situazioni è molto difficile, sottolinea l’ufficio legale della Caritas, poiché le vittime hanno già avanzato ingenti somme di denaro e si trovano privi spesso di un margine economico che consenta loro di trovare un nuovo alloggio.


Il progetto Base 25, che ha per obiettivo principale quello di prevenire ed evitare che vi siano persone senza una casa nella provincia di Santa Cruz de Tenerife, include anche coloro che si trovano coinvolti in un procedimento di esecuzione ipotecaria.

La Caritas di Tenerife, con 40 anni di esperienza alle spalle nella tutela di persone senza fissa dimora, nel 2016 ha fornito alloggi e copertura per le esigenze primarie a 322 persone, per un totale di 495 indigenti.