Un misterioso Buon Natale!

Per inaugurare questo nuovo anno insieme, l’arca del mistero si addentra nelle acque oscure delle esperienze personali di alcuni abitanti dell’isola.

Nella zona nord dell’isola, in una delle strade secondarie che da Icod de los Vinos portano al Teide si trova una curva molto stretta che da un lato fiancheggia un barranco e dall’altro costeggia il bosco della corona forestale.

Durante i mesi invernali è abbastanza comune trovarsi con poca visibilità dovuta alla discesa delle nuvole lungo il versante del Teide ma durante alcuni giorni particolari questa nebbia diventa molto più fitta rendendo quasi impossibile vedere anche ai viandanti a piedi.

In questi giorni cupi, le persone che transitano lungo questa strada vedono una cagnetta bianca con un gruppetto di cuccioli che appare quasi dal nulla uscendo dal bosco attraversando lentamente la strada obbligando così il conducente a rallentare e fermare la macchina per lasciarli passare.

Quando la famigliola si trova davanti al veicolo sembra che rallentino il passo fino a fermarsi davanti al mezzo come se fossero attratti dalle luci dei fari.

Quando gli occupanti scendono e cercano di avvicinarsi si rendono conto che sta succedendo qualcosa di strano in quanto al cercare di prendere gli animali con le mani questi si spostano all’improvviso senza che si vedano muovere le zampe, semplicemente spariscono da dove si trovano e appaiono un poco più spostati obbligando le persone che cercano di prestare aiuto a continuare a muoversi verso il bordo strada.


Secondo i racconti questi animali continuano a giocare in questo modo con le persone presenti obbligandole ad avvicinarsi sempre più pericolosamente al ciglio della strada che da al precipizio.

I malcapitati impegnati nel salvataggio restano così concentrati dagli intenti di catturare i cuccioli che non si rendono conto di rischiare la propria vita, oltretutto alcuni sopravvissuti raccontano aver visto come gli animali continuassero a camminare oltre al bordo rimanendo sospesi nel vuoto.

Secondo i locali questi animali in realtà non sono reali ma si tratta di esseri creati con la magia nera dalle streghe che vivono all’interno del bosco nelle grotte naturali dei dintorni e che utilizzano il fondo del barranco per effettuare i loro rituali diabolici.

Le apparizioni avrebbero quindi la funzione di provocare la morte dei malcapitati che cerchino di prestare aiuto agli animali, costituendo così dei sacrifici di sangue a Satana.

Episodi come questi sono stati raccontati da diversi testimoni che arrivati al bordo del precipizio si sono resi conto e fermati, tornando così alle auto e continuando lungo la discesa fino al paese ravvivando e invigorendo così le leggende locali.

Stranamente anche negli archivi della “guardia civíl” risultano vari resoconti dove appare che nella zona in questione si siano verificati vari suicidi o comunque classificati come tali e sempre buttandosi nel burrone.

Secondo i famigliari queste morti non hanno spiegazione in quanto hanno riguardato sempre giovani pieni di vita e senza particolari problemi e quasi tutti vengono ricordati come gentili e amanti degli animali.

Questa narrazione è frutto del racconto diretto di un testimone fatto all’equipaggio dell’arca e con la speranza di non aver spaventato i lettori auguriamo un felice 2018 ricco di nuovi misteri.

di Loris Scroffernecher